Archivi categoria: Spazio

Il cielo di marzo: arriva l’eclissi di sole

Questo mese, occhi all’insù per seguire l’eclissi di Sole. L’appuntamento è fissato, tempo permettendo, per la mattina del 20, giorno in cui cade anche l’equinozio di primavera, quando la luna si frapporrà tra la Terra e la nostra stella, oscurandola temporaneamente.Di Marco Galliani

Un'immagine dell'eclissi di Sole del 2012 dal Queensland, Australia. Crediti: GLORIA Project
Un’immagine dell’eclissi di Sole del 2012 dal Queensland, Australia. Crediti: GLORIA Project

 

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Scoperto il più brillante quasar mai scoperto nell’universo primordiale alimentato da un mostruoso buco nero

SDSS J0100 + 2802 è il più brillante quasar mai scoperto nell’universo primordiale, alimentato da un buco nero di ben 12 miliardi di masse solari, il più massiccio finora noto in epoche così remote. Il risultato è stato raggiunto da un team internazionale di astronomi guidato dal cinese Xue-Bing Wu grazie anche alle osservazioni condotte con il Large Binocular Telescope in Arizona. Il commento di Adriano Fontana (INAF). Di Marco Galliani

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La cometa misteriosa che sopravvive al sole

 

Una cometa ‘misteriosa’ si è avvicinata al Sole senza disintegrarsi ed è diventata un rompicapo per gli astronomi. Non appartiene infatti a nessuna delle comete “suicide” finora note, che finiscono la loro esistenza tuffandosi nella nostra stella. Invece la cometa è riemersa intatta dal pericoloso avvicinamento, come mostrano le immagini dell’osservatorio solare Soho, della Nasa.

Centinaia di telescopi sulla Terra stanno adesso aspettando che sia di nuovo visibile, al di là del bagliore del Sole.

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La stella di Scholz: l’astro che sfiorò il Sistema Solare 70000 anni fa

Credit: Michael Osadciw/University of Rochester

 

Un gruppo internazionale di astronomi ha calcolato che 70.000 anni fa, una debole stella recentemente scoperta deve aver sfiorato il nostro Sistema Solare, passando all’interno della Nube di Oort.

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Scoperte su Marte nuvole enigmatiche che raggiungono i 250 chilometri di altezza

Mystery plume on Mars. Credit: W. Jaeschke Scoperte su Marte della misteriose nuvole. Si tratta di strutture enigmatiche che raggiungono i 250 chilometri di altezza. Il fenomeno spiegato in uno studio internazionale coordinato da Agustin Sánchez-Lavega, dell’Università dei Paesi Baschi, e pubblicato su Nature.Di Leonardo De cosmo.

Mystery plume on Mars. Credit: W. Jaeschke
Mystery plume on Mars. Credit: W. Jaeschke

 

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Non c’è stato l’universo primordiale secondo l’equazione quantistica

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Una delle grandi scoperte scientifiche del secolo scorso è stata la conferma che l’universo è in espansione, come previsto dalla teoria del Big Bang. Era così importante che i tecnici che hanno fatto ha scoperta hanno vinto il Premio Nobel per la Fisica.

La teoria del Big Bang ,è  il risultato della teoria della relatività applicata all’universo, ha provocato una commozione all’inizio, ed è stata rifiutata dalla comunità scientifica ed ha guadagnanto alcuni nemici importanti come l’astrofisico Fred Hoyle che, nel tentativo di mettere in ridicolo, ha creato il nome ” Big Bang “.

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Hubble ci regala un sorriso complice l’effetto lente gravitazionale

 Emoticon cosmico per Hubble: la lente gravitazionale attorno all’ammasso di galassie SDDSS J1038+4849 trasforma l’immagine catturata dal telescopio spaziale NASA-ESA in un gigantesco Smile. Di Davide Coero Borga

Complice il fenomeno delle lenti gravitazionali, Hubble Space Telescope ci regala il sorriso dell’ammasso di galassie SDDSS J1038+4849. Crediti: NASA / ESA.
Complice il fenomeno delle lenti gravitazionali, Hubble Space Telescope ci regala il sorriso dell’ammasso di galassie SDDSS J1038+4849. Crediti: NASA / ESA.

 

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Mai indossato gli occhiali di Planck?Guarda il cosmo al cromoscopio

Tutti i colori dell’universo, e non solo. Caricate a tempo record le mappe del satellite ESA pubblicate ieri, ora il Chromoscope – un tool online gratuito sviluppato da tre astronomi inglesi – permette di separare le componenti che contaminano la radiazione di fondo cosmico a microonde.Marco Malaspina

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Come vedremmo Andromeda se fosse più luminosa

Credito foto: Immagine composita di Tom Buckley-Houston. Reddit: tomb

Ai nostri occhi deboli, Andromeda appare come una macchia di luce fioca nel cielo notturno. Con un binocolo decente, la sua forma ellittica si acuisce alla vista. La luce che vediamo  presso Andromeda viene dalle centinaia di miliardi di stelle che compongono la galassia e le sue braccia a spirale. Se ognuna di queste stelle fosse più brillante e luminosa, l’immagine qui sopra è quella che vedremmo  sulla Terra, una bella spirale galattica. Continue reading Come vedremmo Andromeda se fosse più luminosa

Quanti pianeti abitabili…o quasi, scoperti da Kepler

zona abitabile

Ci sono molte zone abitabili nello spazio e quindi molti sono gli esopianeti sui ci potrebbero essere le condizioni adatte alla vita. Alcuni ricercatori hanno usato la Legge di Titius-Bode e i dati provenienti da Kepler per predire la posizione dei pianeti che lo stesso telescopio non riesce a vedere
di Eleonora Ferroni
www.media.inaf.it

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Nibiru potrebbe ospitare la vita?

 

Sulla base di antichi scritti e sigilli sumerici, lo scrittore Zecharia Sitchin ha elaborato una teoria secondo la quale esseri provenienti da un altro mondo, gli Anunnaki (o Nefilim), visitarono la Terra in un remoto passato, intervenendo geneticamente sugli ominidi dell’epoca ed accelerandone la naturale evoluzione verso lo stato di homo sapiens sapiens.

Secondo le antiche tavole, essi “crearono l’uomo a propria immagine e somiglianza”: questo implica che gli Anunnaki fossero esseri antropomorfi e quindi molto simili, se non proprio uguali, all’uomo. Inoltre, poiché vissero apertamente nel nostro ambiente, è ovvio che questo si confaceva loro: atmosfera, gravità, livello di illuminazione, temperatura e pressione atmosferica erano idonee alla loro fisiologia, pertanto anche il loro pianeta doveva presentare caratteristiche chimico-fisiche molto simili. Questo pianeta era chiamato Nibiru dai sumeri e Marduk dai babilonesi, esso apparterrebbe al nostro Sistema Solare, ma la sua orbita risulterebbe assai diversa da quella classica degli altri pianeti conosciuti: fortemente ellittica, alquanto inclinata rispetto al piano dell’eclittica, e retrograda rispetto a quelle di tutti gli altri pianeti del Sistema Solare. La sua orbita sarebbe talmente allungata da portarlo ben oltre l’orbita di Plutone ed impiegherebbe 3600 anni per completare una rivoluzione completa attorno alla nostra stella.

 

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