Il pianeta appena scoperto dal Very Large Telescope dell’ESO è in orbita intorno alla giovane stella HD 95086 a una distanza di circa 56 volte la distanza dalla Terra al Sole e ha una massa di 4/5 volte volte superiore a Giove. Sarebbe quindi il pianeta più leggero finora osservato direttamente fuori dal Sistema solare.
Immagine dell’esopianeta HD 95086 b ottenuta con il VLT
Un’analisi compiuta sulle rocce lunari, quelle raccolte dalle missioni Apollo, indica che l’acqua presente all’interno del mantello della Luna proviene da meteoriti primitive: le stesse che avrebbero rifornito d’acqua il nostro pianeta. Lo studio su Science.
Dettaglio al microscopio elettronico d’una inclusione lunare di origine vulcanica, all’interno di un cristallo di olivina, presente nel campione 74220 raccolto durante la missione Apollo 17. Crediti: John Armstrong, Geophysical Laboratory, Carnegie Institution di Washington.
Il mese di maggio era iniziato con un bel brillamento solare e un’enorme bolla di plasma che si era staccata dalla superficie del Sole, dal lato opposto alla Terra.
Gli occhi elettronici del Solar Dynamics Observatory e delle sonde STEREO avevano ripreso la grande espulsione di massa coronale (CME), partita da una regione attiva dietro al bordo orientale del Sole
Il 3 maggio, un nuovo importante flare di classe M5.7 è esploso alle 17:30 UT, scatenando un forte brillamento, il secondo in pochi giorni. Continua a leggere→
Questo potrebbe essere uno dei momenti più emozionanti nella ricerca degli esopianeti: un team internazionale di scienziati analizzando i dati della sonda della NASA Kepler, ha scoperto un sistema planetario con due piccoli pianeti probabilmente rocciosi, che orbitano all’interno della zona abitabile della loro stella.
Uno di loro è probabilmente molto simile alla Terra.
La stella Kepler-62 è un po’ più fredda e un po’ più piccola del nostro Sole ed il suo sistema ha cinque pianeti. Due di essi, Kepler-62e e Kepler-62f, sono i più piccoli pianeti extrasolari trovati in una zona abitabile e potrebbero, entrambi, essere coperti di acqua o ghiaccio a seconda della loro atmosfera.
“Immaginate di guardare attraverso un telescopio di vedere un altro mondo abitabile solo a pochi milioni di chilometri da voi. Non riesco ad immaginare una motivazione più forte per diventare una società di esplorazione spaziale”, ha detto l’astronomo Dimitar Sasselov, di Harvard, co-autore dello studio e della scoperta. Continua a leggere→
La celebre Prima Legge di Moore stabilisce che ogni 18 mesi il numero di transistor all’interno di un circuito elettronico raddoppia, creando una crescita di complessità esponenziale. Ma cosa succederebbe se applicassimo questa regola (che finora descrive in modo valido gli ultimi 50 anni di dati sui microprocessori) in un altro ambito, come l’origine della vita?
Due genetisti, Alexei Sharov del National Institute on Aging di Baltimora e Richard Gordon del Gulf Specimen Marine Laboratory, hanno applicato la Legge di Moore alla vita terrestre nel tentativo di scoprire con quale ritmo aumenta di complessità.
Il numero di transistor è stato sostituito dal numero di nucleotidi, i blocchi fondamentali che compongono DNA e RNA, e i circuiti integrati con il patrimonio genetico, lasciando ad un modello computerizzato il compito di fare i calcoli.
Il risultato? Non solo è possibile, ma è anche probabile, che la vita si sia originata ben prima della nascita della Terra, fuori dal nostro Sistema Solare. Continua a leggere→
Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute
La luna di Giove, Io, è uno dei mondi più attivi dei nostro Sistema Solare, con centinaia di vulcani, fontane di lava ed eruzioni fino a 400 chilometri di altezza ma la sua attività vulcanica non si trova nel punto previsto dai modelli, dicono gli scienziati della NASA e dell’Agenzia Spaziale Europea ESA. Continua a leggere→
Gli astronomi la chiamano C/2013 A1. È l’ennesima cometa in avvicinamento al nostro sistema solare, in questo anno che si annuncia da record. A scoprirla ufficialmente è stato il famoso “cacciatore” di corpi cometari Robert McNaught lo scorso 3 gennaio. In realtà, però, si è trattata della conferma di quanto aveva già intuito il telescopio Catalina Sky Survay, in Arizona, alla fine del 2012.
LA COMETA SIDING SPRING SI AVVICINERÀ PERICOLOSAMENTE A MARTE
Mentre già altre comete si apprestano a dare spettacolo (da PanSTARRS, prevista per Pasqua, ad Ison, attesa durante le festività natalizie), C/2013 A1- detta anche Siding Spring, dal nome dell’osservatorio australiano presso il quale è avvenuto l’avvistamento- si avvicinerà pericolosamente al cielo marziano. Forse tanto da rischiare l’impatto.. Continua a leggere→
Due persone, un uomo e una donna, probabilmente marito e moglie, il 5 gennaio 2018, lasceranno la Terra ed intraprenderanno un viaggio di andata e ritorno verso Marte, con un veloce flyby: questo il programma dell’associazione no-profit Inspiration Mars Foundation presentato ieri dal miliardario americano Dennis Tito
Scoperta grazie alle osservazioni del telescopio spaziale Herschel dell’ESA una grande quantità di vapor d’acqua nel disco attorno ad una giovane stella da cui si formerà un sistema planetario simile al nostro. Un risultato di fondamentale importanza perché potrebbe spiegare l’origine dell’acqua e della Vita sulla Terra. La scoperta è stata guidata da una giovane ricercatrice italiana associata INAF.
La figura mostra la riga dell’acqua osservata con Herschel nel disco protoplanetario della stella giovane DG Tau. Il profilo della riga presenta due picchi che tracciano i due bordi del disco, uno in avvicinamento (blu) ed uno in allontanamento (rosso) rispetto all’osservatore. Crediti: per l’immagine del disco NASA / JPL-Caltech / T. Pyle, per la riga dell’acqua ESA/Hershel/HIFI
In base ad un comunicato stampa pubblicato ieri 20 febbraio su spaceref.com e NASAWatch, Dennis Tito, il primo turista spaziale al mondo, ha in programma di inviare una missione umana su Marte per gennaio 2018.
Un viaggio della durata di 501 giorni, fruttando come finestra di lancio il momento in cui Marte e la Terra offrono la miglior traiettoria.
La nuova organizzazione senza scopo di lucro, creata dal ricco imprenditore americano, Inspiration Mars Foundation, annuncerà ufficialmente l’evento il 27 febbraio prossimo nel corso di una conferenza stampa.
Ai confini del Sistema solare, dove il flusso di particelle emesse dalla nostra stella si scontra con il materiale che permea la Galassia, è stata individuata nel 2009 dalla missione IBEX della NASA una struttura di particelle a forma di nastro. Numerose teorie sono state proposte in questi anni per spiegarla. L’ultima in ordine di tempo, pubblicata in un articolo sulla rivista Astrophysical Journal sembra la più convincente.
Da qualcuno ribattezzata Uroboro, come il simbolo del serpente che si morde la coda associato all’alchimia, allo gnosticismo e all’ermetismo, questa tempesta rappresenta un evento unico nel Sistema Solare. Uno studio del team Cassini apparso sulla rivista Icarus, mostra i dettagli sulla vita e sulla morte di una vasta e violenta tempesta osservata su Saturno, con tanto di fulmini, e la cui testa è arrivata a inglobare la sua scia. Continua a leggere→