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AFFOLLAMENTO DI PIANETI NANI AI CONFINI DEL SISTEMA SOLARE

Pianeti nani nel Sistema Solare: FZ27 FY27Credit:NASA

A pochi giorni di distanza dall’annuncio della scoperta di un nuovo pianeta nano ai confini del Sistema Solare, chiamato 2012 VP113 o più affettuosamente “Biden”, lo stesso gruppo di astronomi avrebbe avvistato altri due potenziali oggetti 2013 FY27 e 2013 FZ27. Entrambi sono membri della fascia di Kuiper, un raggruppamento di corpi relativamente piccoli oltre l’orbita di Nettuno, dove si trova anche Plutone. Continua a leggere

PRIMO SISTEMA ATTORNO A UN ASTEROIDE.I DUE ANELLI DI CHARIKLO

Osservazioni da diversi siti dell’America del Sud hanno reso possibile la scoperta inaspettata: il lontano asteroide è circondato da due anelli densi e sottili. La scoperta grazie all’occultazione di una stella: registrati due brevi cali di intensità nella luminosità apparente.Di Eleonora Ferroni. Rappresentazione artistica degli anelli intorno a Chariklo.  L'origine degli anelli rimane misteriosa, ma potrebbero essere il risultato di una collisione che ha creato un disco di detriti. Crediti: ESO/L. Calçada/Nick Risinger Rappresentazione artistica degli anelli intorno a Chariklo. L’origine degli anelli rimane misteriosa, ma potrebbero essere il risultato di una collisione che ha creato un disco di detriti. Crediti: ESO/L. Calçada/Nick Risinger

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SORPRESA!FORSE UN PIANETA NANO OLTRE L’ORBITA DI PLUTONE

Pianeta nano 2012 VP113

Credit: Scott S. Sheppard: Carnegie Institution for Science

Il Sistema Solare allarga famiglia!
Analizzando i dati ottenuti da osservazioni terrestri, gli astronomi hanno annunciato la scoperta di un nuovo oggetto oltre l’orbita di Plutone, ai confini del nostro Sistema Solare.

Provvisoriamente chiamato 2012 VP113, ed affettuosamente soprannominato “Biden”, con un diametro di circa 450 chilometri, è forse un pianeta nano, ossia un corpo in orbita intorno al Sole, con una massa sufficiente affinché la sua stessa gravità riesca a conferire una forma sferica.

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Nessun gigante gassoso vicino a noi.Il decimo pianeta non c’è

Al di fuori del nostro Sistema solare non ci sono pianeti di grande massa. Ma nel raggio di 500 anni luce ci sono oltre 3.500 stelle e nane brune. Questi i risultati di due studi ottenuti dai dati raccolti dall’osservatorio spaziale WISE.Di Marco Galliani.

Il terzo sistema stellare binario più vicino al sole, scoperto dal telescopio spaziale WISE nel marzo 2013. Crediti: NASA/JPL/Gemini Observatory/AURA/NSF
Il terzo sistema stellare binario più vicino al sole, scoperto dal telescopio spaziale WISE nel marzo 2013. Crediti: NASA/JPL/Gemini Observatory/AURA/NSF

Inutile cercarlo, il leggendario decimo pianeta del Sistema solare non c’è, con buona pace dei catastrofisti che di tanto in tanto ne preannunciano la sua apparizione per portare immani sconquassi anche sulla Terra. Ad annunciarlo è l’Agenzia Spaziale Statunitense con un comunicato sull’ultima, estesa analisi dei dati provenienti dalla missione WISE (Wide-Field Infrared Survey Explorer). Questo osservatorio orbitante tra il 2010 e il 2011 ha scansionato completamente per due volte l’intero cielo nell’infrarosso, individuando 750 milioni di oggetti celesti, tra asteroidi, stelle e galassie. Lo scorso novembre la NASA ha rilasciato il catalogo completo di questa dettagliata indagine, che gli astronomi hanno utilizzato anche per confrontare i dati della prima e della seconda campagna osservativa, al fine di evidenziare oggetti celesti in movimento sul piano del cielo. Continua a leggere

Scoperto il più antico frammento di crosta terrestre, ci svelerà la nostra origine?

Ha 4,4 miliardi di anni e si è formato “appena” 160 milioni di anni dopo la nascita del Sistema Solare.
Scoperto il più antico frammento di crosta terrestre, ci svelerà la nostra origine?

Un microscopico frammento, magari dall’apparenza ingannevolmente comune per i profani, che invece ha assistito a più storia su questa Terra di chiunque altro: adesso, con l’aiuto di questo piccolo zircone estratto da uno sperone di roccia proveniente dall’Australia, sarà forse possibile avere un’immagine più chiara di come il nostro Pianeta divenne il luogo ideale per la nascita della vita. Continua a leggere

KEPLER-413B: IL PIANETA EXTRASOLARE TRABALLANTE CON STAGIONI IMPREVEDIBILI

Kepler-413b
Credit: NASA, ESA, and A. Feild (STScI)

Kepler-413b è la designazione dell’ultimo strano nuovo mondo scovato dal telescopio spaziale della NASA Kepler.
E’ un pianeta che oscilla selvaggiamente sul suo asse di rotazione, un posto dove probabilmente sarebbe difficile decidere quale vestito indossare la mattina.

L’inclinazione del suo asse di rotazione può variare di ben 30 gradi in 11 anni, portando a cambiamenti stagionali rapidi ed imprevedibili, mentre l’asse di rotazione terrestre ruota molto più lentamente, con un ciclo di circa 26.000 anni e un’inclinazione inferiore, circa 23,5 gradi.

Il fatto che questo pianeta abbia un moto di precessione su scala temporale umana, ha stupito notevolmente gli scienziati. Continua a leggere

L’elemento più diffuso nello spazio? L’acqua

Acqua ovunque. Acqua sulle comete, acqua nella polvere cosmica, acqua sugli asteroidi, acqua persino sulla Luna… Nel nostro sistema solare, l’elemento ritenutoessenziale per lo sviluppo della vita si troverebbe in quantità molto più abbondante di quanto non immaginassimo. Le ultime scoperte scientifiche aprono così nuovi scenari.

C’È ACQUA SU CERERE, ALLO STATO SOLIDO E GASSOSO

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Il mistero degli asteroidi della Fascia di Kuiper

Un gruppo di ricercatori ha scoperto che alcuni degli oggetti della Fascia di Kuiper non rispettano le regole del modello fisico alla base della formazione del nostro Sistema solare e che spiega la distribuzione dei grandi pianeti e degli asteroidi. È emerso che gli asteroidi con orbite quasi circolari che si trovano approssimativamente sulla stesso piano delle orbite dei principali pianeti non vanno d’accordo col Nice Model, mentre quelli che hanno orbite irregolari lo seguono. Di Eleonora Ferroni.

La fascia di Kupier. Crediti: Don Dixon
La fascia di Kupier. Crediti: Don Dixon

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Scoperta la prima luna fuori dal sistema solare

La prima volta di una luna. Non era mai successo, infatti, di trovare un satellite naturale al di fuori del nostro sistema solare. Ora sì: MOA-2011-BLG-262Lb orbita attorno ad un pianeta gigante, quattro volte il nostro Giove, a 1800 anni luce da noi. E i due non sono nelle vicinanze di una stella.

L’IMMAGINE SCATTATA DAL TEAM DI ASTRONOMI

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KOI-351: UN SISTEMA SOLARE MOLTO SIMILE AL NOSTRO

Sistema Solare KOI351 comparation
Credit: DLR (CC-BY 3.0)

Un team di astronomi europei ha scoperto un nuovo sistema planetario molto simile al nostro, formato da sette pianeti.
Le informazioni erano nascoste tra la grande mole di dati trasmessi dal telescopio della NASA Kepler, grazie al quale abbiamo già rilevato oltre 3.500 pianeti candidati.

KOI-351 è “il primo sistema con un significativo numero di pianeti che mostra una chiara gerarchia, come il Sistema Solare, con pianti interni piccoli, probabilmente rocciosi e giganti gassosi all’esterno“, scrive il Dott. Juan Cabrera, dell’Istituto di Ricerca Planetaria presso il Centro Aerospaziale Tedesco, al sito Universe Today. Continua a leggere

Astroarcheologia: antichi siti terrestri ripresentano la configurazione del Sistema Solare, delle Pleiadi e di una zona di Marte

L’astro-archeologia studia i monumenti megalitici che sono presenti a migliaia in Europa, in Africa, in America, il più famoso dei quali è certamente Stonehenge. L’ipotesi fondamentale alla sua base è che la struttura dei megaliti, la loro dimensione e la forma abbiano una relazione con la posizione dei corpi celesti e la configurazione della Terra. E che quindi siano la testimonianza unica di un sapere astronomico antichissimo e ricco di verità bollate nei secoli come eretiche forse perché provenienti da civiltà sconfitte dalla storia.

archeoastrologia

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LA COMETA ISON SOPRAVVIVE (IN PARTE) E SUPERA IL PERIELIO

Cometa ISON verso il Sole
Credit: NASA / ESA / SOHO

Giornata decisamente movimentata, quella di ieri, per la cometa ISON: le ore di maggior tensione sono iniziate intorno alle 12:45 UT quando la cometa era ormai prossima al perielio e dalle sonde in orbita intorno al Sole arrivavano le ultime immagini.

La ISON, dopo un’attività improvvisa che aveva risollevato gli animi, aveva manifestato, tra il 21 e il 23, novembre un cambiamento importante: la produzione molecolare era scesa drasticamente, mentre era aumentata esponenzialmente la produzione di polveri, lasciando ipotizzare una completa rottura del nucleo.
Le aspettative erano state decisamente ridimensionate. Continua a leggere