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Perché non esiste il Nobel per la matematica? Le tre ipotesi

609px-FieldsMedalBackCRONACA – Come ogni autunno, anche quest’anno è tempo di Nobel, e per qualche giorno la comunità scientifica si raccoglie intorno a questo evento, trasudando speranze, attese, delusioni e qualche vittoria. In realtà, non tutto il mondo scientifico è coinvolto direttamente in questa sequela di trepidazioni: l’universo dei matematici come è noto, non ha ad esempio nessuna propria categoria di rappresentanza. La ragione di questa scelta non è mai stata resa pubblica dal fondatore in persona, e di conseguenza in questi 112 anni dalla sua prima assegnazione sono circolate parecchie ipotesi circa il perché la “Vita degli dei” – come la definiva il poeta Novalis – non fosse inclusa tra le scienze che Nobel aveva desiderato premiare. Continua a leggere

L’imortalità della cellula

Alexis CarrelIn passato è stato dimostrato che una cellula potrebbe vivere per un tempo indeterminato in perfetta salute.

È stato dimostrato realmente in laboratorio da un famoso premio Nobel.

Un famoso fisiologo francese, Alexis Carrel, al Rockefeller Institute for Medical Research, mantenne in vita il cuore di un pollo per circa 29 anni in una soluzione salina (che conteneva minerali nelle stesse proporzioni di quelle del sangue del pollo) che egli rinnovava tutti i giorni.

Carrel giunse alla conclusione che il tempo di vita di una cellula è indefinito fintanto che viene fornito il nutrimento e viene ripulita dalle sue escrezioni.

Difatti le cellule crescevano e prosperavano fintanto che le loro evacuazioni venivano rimosse. Condizioni non igieniche procuravano una minore vitalità, deterioramento e morte. Continua a leggere

Creato il primo fegato umano dalle staminali pluripotenti indotte

Un gruppo di ricercatori giapponesi ha messo a punto un organo perfettamente vascolarizzato e in parte funzionale: è il primo passo verso trapianti che, forse, saranno possibili tra pochi anni.

Creato il primo fegato umano dalle staminali pluripotenti indotte.

Riprogrammare cellule adulte grazie all’inserimento nel DNA di specifici geni in grado di riportarle ad uno stato di “gioventù”: la tecnica che ha consentito di mettere a punto le cellule staminali pluripotenti indotte è già valsa il Premio Nobel 2o12 per la medicina ai due ricercatori Shinya Yamanaka e John B. Gurdon poiché, assai probabilmente, costituirà il punto di partenza per le strade che prenderà la medicina in futuro. Un futuro che si prospetta non troppo lontano se i primi timidi frutti iniziano già a farsi vedere: presso il dipartimento di medicina rigenerativa della Yokohama City University Graduate School of Medicine è stato infatti realizzato il primo fegato umano da staminali pluripotenti. Ne dà notizia un articolo pubblicato dalla rivista Nature che spiega come l’organo sia completamente vascolarizzato e in parte già funzionale. Continua a leggere

I dieci enigmi per capire chi siamo – Dall’Universo al DNA: ciò che la scienza non ha ancora compreso

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Di cosa è fatto l’Universo? Cos’è l’energia oscura? Esiste una legge del tutto? Siamo soli nell’Universo? Come funziona la mente umana?

Fino ad ora abbiamo discusso solo di universi che apparentemente “si comportavano bene” e che corrispondevano ai dati sperimentali, ma adesso potremmo finalmente essere vicini a dare delle risposte a queste domande. Abbiamo scoperto che l’Universo adotta meccanismi più sofisticati di quanto avevamo inizialmente pensato.

“Il talento è colpire il bersaglio che nessuno riesce a colpire. Il genio è vedere il bersaglio che nessuno sa che c’è”, le parole di Arthur Schopenhauer ben s’addicono ai tre astronomi, Saul Perlumutter, Brian Schmidt e Adam Riess, premiati con il Nobel per la fisica per aver rivelato l’esistenza dell’energia oscura nell’Universo. Nessuno l’aveva vista prima. Nessuno sa spiegare, ancora oggi, cosa diavolo sia, neppure i tre premi Nobel.

È la scienza, bellezza! O come suggerisce Socrate, parafrasando la sua Apologia: “Sono più saggio, perché non m’illudo di sapere ciò che non so”. Il 96% dell’universo resta per noi un mistero, tanti enigmi sono ancora senza risposta. L’euforia è lecita, la prudenza di rigore ogni volta che uno scienziato firma una rivelazione.

Come ha riconosciuto un altro premio Nobel, il fisico Frank Wilczek, dopo l’annuncio della scoperta del bosone di Higgs, o particella di Dio. “La Natura ha finalmente risposto, ora siamo pronti a farle nuove domande”. In modo totalmente arbitrario, abbiamo provato a stilarne la top ten. Continua a leggere

Brian Schmidt, premio Nobel in fisica nel 2011:meglio non farci trovare dagli alieni,sarebbe pericoloso

Altro che incontri ravvicinati del terzo tipo, meglio stare lontani dagli extraterrestri. Dopo il fisico Stephen Hawking che avvertì che gli alieni potrebbero avere intenzioni bellicose in caso di incontro, è la volta di un altro luminare che lancia l’allarme. Un incontro con gli alieni potrebbe non essere molto piacevole e potrebbe essere rischioso diffondere le coordinate del nostro pianeta nello spazio, per cercare un eventuale incontro con gli extraterrestri. Continua a leggere