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Un modello per l’espansione dell’universo. E se fossimo tutti in una bolla?

Un gruppo di ricerca dell’Università di Heidelberg, guidato da astronomi italiani, ha sviluppato un modello teorico per interpretare le discrepanze tra le misure di velocità d’espansione dell’universo, ipotizzando che la Via Lattea si trovi in una “bolla di Hubble” a minore densità di materia. Di Stefano Parisini.

Simulazione di una “Hubble Bubble”: la nostra galassia si troverebbe al centro dello spazio più vuoto. La materia ai bordi della bolla attrae le galassie a noi vicine, causandone l’accelerazione. Crediti: Wessel Valkenburg / Falcon
Simulazione di una “Hubble Bubble”: la nostra galassia si troverebbe al centro dello spazio più vuoto. La materia ai bordi della bolla attrae le galassie a noi vicine, causandone l’accelerazione. Crediti: Wessel Valkenburg / Falcon

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“L’ Homo di Flores? Un mini ominide diverso da noi”

Forse gli Hobbit sono esistiti davvero. Quelle creature dalle dimensioni ridotte, dette anche “mezziuomini”, popolano l’universo fantasy creato da J.J.R. Tolkien per “Il Signore degli Anelli”: ma oltre che nella Terra di Mezzo avrebbero vissuto anche qui, nella nostra Terra, circa 18 mila di anni fa. Almeno stando ad un recente studio pubblicato dalla rivista PLoS ONE.

LA RICOSTRUZIONE DEL VOLTO DELL’OMINIDE DI FLORES

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Geoff Marcy, l’astronomo che cerca E.T.

C’è chi non si accontenta di perlustrare la galassia alla ricerca di pianeti potenzialmente abitabili. Uno di costoro è Geoff Marcy, astronomo dell’Università della California a Berkeley: lo studioso è seriamente intenzionato ad andare oltre, molto oltre. Sta infatti cercando di trovare gli abitanti stessi di quei quei mondi lontani- se non lontanissimi.

L’ASTRONOMO GEOFF MARCY

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E se, invece di espandersi, l’universo stesse… ingrassando?

La teoria di un fisico tedesco spiega l’apparente espansione dell’universo come il prodotto di un aumento delle masse subatomiche nel tempo.

E se, invece di espandersi, l’universo stesse… ingrassando?
 L’universo si espande fin da quando ha avuto origine, circa 13 miliardi di anni fa: è quel che crediamo sulla scorta delle osservazioni delle galassie che sembrano allontanarsi da noi, tanto più velocemente quanto più sono distanti. Un fatto ormai dato per scontato da oltre settant’anni, da quando la vecchia idea di un universo stazionario, immobile nel tempo, è stata affossata dagli studi di Hubble e poi dalla teoria del Big Bang. Ora un fisico teorico tedesco, Christof Wetterich, dell’Università di Heidelberg, propone un modello alternativo secondo il quale si potrebbe fare a meno dell’ipotesi dell’espansione cosmica. Il redshift, lo spostamento delle righe spettrali della luce delle galassie distanti verso il rosso, non sarebbe prodotto da un loro allontanamento, ma da un aumento della massa delle particelle elementari nel corso di miliardi di anni. Continue reading E se, invece di espandersi, l’universo stesse… ingrassando?

Infiniti mondi paralleli. La teoria del fisico Brian Greene

universi-paralleli-infiniti.jpgCi eravamo appena ripresi dall’essere stati cacciati dal centro dell’universo per diventare gli abitanti di un pianeta periferico di una delle moltissime galassie che lo popolano, quand’ecco un altro colpo al nostro orgoglio. Ad essere messo ai margini questa volta è l’universo stesso che potrebbe essere solo uno fra tanti.

La realtà potrebbe consistere di moltissimi, forse infiniti, universi paralleli e separati tra loro di cui nulla sappiamo, ma nei quali condurrebbero la loro esistenza copie di noi stessi, diverse tra loro magari solo per qualche dettaglio.

Non è la mente di un romanziere visionario a partorire questa idea, ma il rigoroso pensiero di un fisico americano: Brian Greene. Greene insegna alla Columbia university di New York ed è l’autore di un best seller uscito una decina d’anni fa: L’universo elegante. Nel 2011 ha scritto un altro libro, uscito in Italia con il titolo La realtà nascosta, (Einaudi 2012), grazie al quale in questi giorni ha vinto il premio letterario Merck.

Greene vi descrive ben 9 versioni di universi paralleli, o multiversi come li chiama lui. A seconda della teoria della fisica che prendiamo in esame, dice Greene, si genera un certo tipo di multiverso: c’è quello patchwork, quello inflazionario, quello a brane, quello ciclico, quello quantistico e via discorrendo. Continue reading Infiniti mondi paralleli. La teoria del fisico Brian Greene

Perché c’è l’universo al posto del nulla?

universo.jpgCirca 13,7 miliardi di anni fa, improvvisamente, dal vuoto emersero, in modo esplosivo, l’universo, lo spazio e il tempo. Era il Big Bang.

Come accadde? E perché? Perché oggi l’universo esiste così come noi lo vediamo? È una domanda a cui è molto difficile rispondere. Già l’idea che l’universo sia apparso dal nulla è difficile da concepire.

Cercare di immaginare che cosa possa essere il nulla stesso è ancora più difficile.

In fondo, però, dal punto di vista della scienza è una domanda molto ragionevole. Dopo tutto alcune leggi fondamentali della fisica suggeriscono che noi e il resto dell’universo abbiamo ben poche possibilità di esistere. Continue reading Perché c’è l’universo al posto del nulla?

Il lamento del mammut:Uno studio mostra come l’impatto cosmico ha scatenato il cambiamento climatico devastante

Lamento del mammut: UC ricerca mostra come l'impatto cosmico ha scatenato il cambiamento climatico devastante
L’Università di Cincinnati Ken Tankersley ha utilizzato gli scavi di Sheriden Cave in Wyandot, Ohio, nella sua ricerca sul Younger Dryas. Credit: Fornito da Ken Tankersley, Università di Cincinnati

Branchi di mammut lanosi, una volta scuotevano la terra sotto i loro piedi, e uomini  correvano attraverso il paesaggio della preistoriaca Ohio. Ma poi qualcosa di molto più grande scosse la Terra stessa, e da quel punto le giornate di questi mega mammiferi ‘erano contate.

Un evento  su scala globale causato da una cometa  o da un meteorite rischiarò l’atmosfera del nostro pianeta  alterando il corso della storia della Terra. Questo evento ha dato iniziato a quello che Kenneth Tankersley, un assistente professore di antropologia e geologia presso l’Università di Cincinnati, chiama l’ultimo sussulto della  . Continue reading Il lamento del mammut:Uno studio mostra come l’impatto cosmico ha scatenato il cambiamento climatico devastante

Neutrini: osservatorio in Antartide individua una sorgente sconosciuta

L’esperimento IceCube ha rilevato un inaspettato picco di neutrini ad alta energia provenienti dallo spazio profondo. Solo ipotesi sulla loro origine.

Neutrini: osservatorio in Antartide individua una sorgente sconosciuta.
 Un nuovo mistero torna a far parlare dei neutrini, le elusive particelle di massa quasi nulla che pervadono l’universo ma che, proprio a causa delle enormi difficoltà di rilevamento, fanno letteralmente impazzire gli scienziati. Per rilevare i neutrini provenienti dallo spazio, prodotti da fonti come il nostro Sole, o molto più lontane e potenti, i fisici hanno costruito negli anni osservatori sotterranei nelle zone più remote del mondo: dalle miniere abbandonate negli Stati Uniti o in Giappone alle viscere del massiccio del Gran Sasso, in Italia; dai laghi ghiacciati della Siberia fino addirittura al Polo Sud. Ed è qui, in Antartide, dove un gruppo di scienziati lavora al progetto IceCube, che qualche mese fa i rilevatori di neutrini sepolti sotto il ghiaccio hanno individuato un picco di neutrini non previsto dalle teorie e di energia superiore a quelle fino ad ora rilevate. Un mistero che viene dallo spazio profondo e su cui già stanno lavorando migliaia di fisici in tutto il mondo. Continue reading Neutrini: osservatorio in Antartide individua una sorgente sconosciuta

L’universo si è evoluto per creare dei buchi neri?

Did the universe evolve to make black holes?

La teoria della selezione naturale di Darwin potrebbe spiegare come l’universo possa essere ‘progettato’ per creare i buchi neri.

Nuove configurazioni di ricerca dell’università di Oxford “sull’ipotesi cosmologica di selezione naturale„ – un’idea in primo luogo presentata negli anni 90 per spiegare l’apparente ‘messa a punto’ dei parametri di base dell’universo che permette l’esistenza degli atomi, galassie, e la vita stessa.

La selezione naturale cosmologica propone che, se i nuovi universi nascono all’interno di buchi neri, un ‘  ‘di molti universi possibili potrebbe essere modellata da un processo simile alla selezione naturale in modo che le generazioni successive di universi si evolvano per creare meglio  i buchi neri.
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Le 10 sindromi più curiose di sempre: avete mai provato questi sintomi?

 

puzzle-mente-sindrome.jpgLa mente umana è uno dei misteri più inesplorati della scienza contemporanea. Cosa sappiamo di essa? Veramente molto poco… Basti pensare che il cervello è stato definito come una delle strutture più complesse di tutto l’Universo.

Inoltre, è veramente la componente più importante della nostra vita: senza la mente, non saremmo in grado di muoverci, di parlare, di nutrirci, di riprodurci. Nonostante si pensi che riusciamo a usare solo il 10% delle sue potenzialità, il cervello umano rimane l’organo centrale del funzionamento fisico e psichico dell’essere umano.

Tuttavia, questo straordinario sistema informatico organico, molto spesso può diventare incapace di svolgere alcune della funzioni più basilari del suo funzionamento e sviluppando quelle che sono denominate “sindromi”. Continue reading Le 10 sindromi più curiose di sempre: avete mai provato questi sintomi?

I dieci enigmi per capire chi siamo – Dall’Universo al DNA: ciò che la scienza non ha ancora compreso

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Di cosa è fatto l’Universo? Cos’è l’energia oscura? Esiste una legge del tutto? Siamo soli nell’Universo? Come funziona la mente umana?

Fino ad ora abbiamo discusso solo di universi che apparentemente “si comportavano bene” e che corrispondevano ai dati sperimentali, ma adesso potremmo finalmente essere vicini a dare delle risposte a queste domande. Abbiamo scoperto che l’Universo adotta meccanismi più sofisticati di quanto avevamo inizialmente pensato.

“Il talento è colpire il bersaglio che nessuno riesce a colpire. Il genio è vedere il bersaglio che nessuno sa che c’è”, le parole di Arthur Schopenhauer ben s’addicono ai tre astronomi, Saul Perlumutter, Brian Schmidt e Adam Riess, premiati con il Nobel per la fisica per aver rivelato l’esistenza dell’energia oscura nell’Universo. Nessuno l’aveva vista prima. Nessuno sa spiegare, ancora oggi, cosa diavolo sia, neppure i tre premi Nobel.

È la scienza, bellezza! O come suggerisce Socrate, parafrasando la sua Apologia: “Sono più saggio, perché non m’illudo di sapere ciò che non so”. Il 96% dell’universo resta per noi un mistero, tanti enigmi sono ancora senza risposta. L’euforia è lecita, la prudenza di rigore ogni volta che uno scienziato firma una rivelazione.

Come ha riconosciuto un altro premio Nobel, il fisico Frank Wilczek, dopo l’annuncio della scoperta del bosone di Higgs, o particella di Dio. “La Natura ha finalmente risposto, ora siamo pronti a farle nuove domande”. In modo totalmente arbitrario, abbiamo provato a stilarne la top ten. Continue reading I dieci enigmi per capire chi siamo – Dall’Universo al DNA: ciò che la scienza non ha ancora compreso