Il lamento del mammut:Uno studio mostra come l’impatto cosmico ha scatenato il cambiamento climatico devastante

Lamento del mammut: UC ricerca mostra come l'impatto cosmico ha scatenato il cambiamento climatico devastante

L’Università di Cincinnati Ken Tankersley ha utilizzato gli scavi di Sheriden Cave in Wyandot, Ohio, nella sua ricerca sul Younger Dryas. Credit: Fornito da Ken Tankersley, Università di Cincinnati

Branchi di mammut lanosi, una volta scuotevano la terra sotto i loro piedi, e uomini  correvano attraverso il paesaggio della preistoriaca Ohio. Ma poi qualcosa di molto più grande scosse la Terra stessa, e da quel punto le giornate di questi mega mammiferi ‘erano contate.

Un evento  su scala globale causato da una cometa  o da un meteorite rischiarò l’atmosfera del nostro pianeta  alterando il corso della storia della Terra. Questo evento ha dato iniziato a quello che Kenneth Tankersley, un assistente professore di antropologia e geologia presso l’Università di Cincinnati, chiama l’ultimo sussulto della  . Continua a leggere

Neutrini: osservatorio in Antartide individua una sorgente sconosciuta

L’esperimento IceCube ha rilevato un inaspettato picco di neutrini ad alta energia provenienti dallo spazio profondo. Solo ipotesi sulla loro origine.

Neutrini: osservatorio in Antartide individua una sorgente sconosciuta.
 Un nuovo mistero torna a far parlare dei neutrini, le elusive particelle di massa quasi nulla che pervadono l’universo ma che, proprio a causa delle enormi difficoltà di rilevamento, fanno letteralmente impazzire gli scienziati. Per rilevare i neutrini provenienti dallo spazio, prodotti da fonti come il nostro Sole, o molto più lontane e potenti, i fisici hanno costruito negli anni osservatori sotterranei nelle zone più remote del mondo: dalle miniere abbandonate negli Stati Uniti o in Giappone alle viscere del massiccio del Gran Sasso, in Italia; dai laghi ghiacciati della Siberia fino addirittura al Polo Sud. Ed è qui, in Antartide, dove un gruppo di scienziati lavora al progetto IceCube, che qualche mese fa i rilevatori di neutrini sepolti sotto il ghiaccio hanno individuato un picco di neutrini non previsto dalle teorie e di energia superiore a quelle fino ad ora rilevate. Un mistero che viene dallo spazio profondo e su cui già stanno lavorando migliaia di fisici in tutto il mondo. Continua a leggere

L’universo si è evoluto per creare dei buchi neri?

Did the universe evolve to make black holes?

La teoria della selezione naturale di Darwin potrebbe spiegare come l’universo possa essere ‘progettato’ per creare i buchi neri.

Nuove configurazioni di ricerca dell’università di Oxford “sull’ipotesi cosmologica di selezione naturale„ – un’idea in primo luogo presentata negli anni 90 per spiegare l’apparente ‘messa a punto’ dei parametri di base dell’universo che permette l’esistenza degli atomi, galassie, e la vita stessa.

La selezione naturale cosmologica propone che, se i nuovi universi nascono all’interno di buchi neri, un ‘  ’di molti universi possibili potrebbe essere modellata da un processo simile alla selezione naturale in modo che le generazioni successive di universi si evolvano per creare meglio  i buchi neri.
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Le 10 sindromi più curiose di sempre: avete mai provato questi sintomi?

 

puzzle-mente-sindrome.jpgLa mente umana è uno dei misteri più inesplorati della scienza contemporanea. Cosa sappiamo di essa? Veramente molto poco… Basti pensare che il cervello è stato definito come una delle strutture più complesse di tutto l’Universo.

Inoltre, è veramente la componente più importante della nostra vita: senza la mente, non saremmo in grado di muoverci, di parlare, di nutrirci, di riprodurci. Nonostante si pensi che riusciamo a usare solo il 10% delle sue potenzialità, il cervello umano rimane l’organo centrale del funzionamento fisico e psichico dell’essere umano.

Tuttavia, questo straordinario sistema informatico organico, molto spesso può diventare incapace di svolgere alcune della funzioni più basilari del suo funzionamento e sviluppando quelle che sono denominate “sindromi”. Continua a leggere

I dieci enigmi per capire chi siamo – Dall’Universo al DNA: ciò che la scienza non ha ancora compreso

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Di cosa è fatto l’Universo? Cos’è l’energia oscura? Esiste una legge del tutto? Siamo soli nell’Universo? Come funziona la mente umana?

Fino ad ora abbiamo discusso solo di universi che apparentemente “si comportavano bene” e che corrispondevano ai dati sperimentali, ma adesso potremmo finalmente essere vicini a dare delle risposte a queste domande. Abbiamo scoperto che l’Universo adotta meccanismi più sofisticati di quanto avevamo inizialmente pensato.

“Il talento è colpire il bersaglio che nessuno riesce a colpire. Il genio è vedere il bersaglio che nessuno sa che c’è”, le parole di Arthur Schopenhauer ben s’addicono ai tre astronomi, Saul Perlumutter, Brian Schmidt e Adam Riess, premiati con il Nobel per la fisica per aver rivelato l’esistenza dell’energia oscura nell’Universo. Nessuno l’aveva vista prima. Nessuno sa spiegare, ancora oggi, cosa diavolo sia, neppure i tre premi Nobel.

È la scienza, bellezza! O come suggerisce Socrate, parafrasando la sua Apologia: “Sono più saggio, perché non m’illudo di sapere ciò che non so”. Il 96% dell’universo resta per noi un mistero, tanti enigmi sono ancora senza risposta. L’euforia è lecita, la prudenza di rigore ogni volta che uno scienziato firma una rivelazione.

Come ha riconosciuto un altro premio Nobel, il fisico Frank Wilczek, dopo l’annuncio della scoperta del bosone di Higgs, o particella di Dio. “La Natura ha finalmente risposto, ora siamo pronti a farle nuove domande”. In modo totalmente arbitrario, abbiamo provato a stilarne la top ten. Continua a leggere

L’UNIVERSO È PIÙ VECCHIO DEL PREVISTO: NUOVO RITRATTO DA ESA PLANCK

The oldest light in our universe

Credit: ESA and the Planck Collaboration

Come gli archeologi setacciano i resti delle antiche civiltà del passato, così gli scienziati della missione ESA Planck hanno realizzato la mappa della più antica luce dell’Universo: i primi risultati indicano che l’Universo è in realtà un po’ più vecchio del previsto e si espande più lentamente di quanto finora ipotizzato.

In base alle osservazioni di Planck, l’Universo ha 13,8 miliardi di anni, 100 milioni di anni in più rispetto alle stime precedenti.
I dati mostrano inoltre che c’è meno energia oscura, la forza ipotetica che sta causando l’espansione dell’Universo, e più materia, sia oscura che standard, di quanto ipotizzato.

“Stiamo misurando la più antica luce dell’Universo, la radiazione cosmica di fondo”, ha spiegato Paul Hertz, direttore di astrofisica alla NASA. “E’ la mappa più sensibile e dettagliato mai ottenuta. E’ come cambiare una televisione standard con una ad alta definizione. I dettagli sono diventati cristallini”. Continua a leggere

Sarebbe antica quanto l’universo. L’enigma della stella Matusalemme

Gli ultimi studi sulla stella HD 140283 indicano che la sua età è praticamente la stessa di quella dell’universo. Sempre meglio della stima precedente, che le attribuiva un valore addirittura superiore. Fondamentale anche in questo intricato caso scientifico è stato il contributo delle osservazioni del telescopio spaziale Hubble.

Immagine prodotta dalla Digitized Sky Survey della più antica stella nota nella nostra Galassia, denominata HD 140283. La ripresa è stata ottenuta dal telescopio Schmidt dell'Anglo-Australian Observatory (AAO). Crediti: Digitized Sky Survey (DSS), STScI/AURA, Palomar/Caltech, and UKSTU/AAO

Immagine prodotta dalla Digitized Sky Survey della più antica stella nota nella nostra Galassia, denominata HD 140283. La ripresa è stata ottenuta dal telescopio Schmidt dell’Anglo-Australian Observatory (AAO). Crediti: Digitized Sky Survey (DSS), STScI/AURA, Palomar/Caltech, and UKSTU/AAO

La notizia è di quelle che non passano certo inosservate: è stata calcolata l’età di quella che ad oggi è la stella più antica che si conosca. Quanto antica? Secondo Howard Bond  della Pennsylvania State University e dei colleghi che lo hanno supportato nel suo lavoro, la stella girovaga nel cosmo da ben 14,5 miliardi di anni. Tanto, tantissimo tempo. Forse anche troppo. La cifra presa da sé infatti si scontra inevitabilmente con il valore oggi comunemente accettato di quello che è il suo ‘contenitore’ , ovvero l’universo stesso: 13,7 miliardi di anni. Un dilemma non da poco, dato che così la stella HD 140283 – questa la sua sigla ufficiale – avrebbe addirittura ‘visto’ accendersi il Big Bang. Una contraddizione in termini bella e buona. Cos’è allora che non funziona in questa storia? Continua a leggere

Fossili all’interno di un meteorite scoperto in Sri Lanka.Dimostrata la teoria della Panspermia?

Non hanno un corpo e non sono dotati di intelligenza, ma sono pur sempre alieni sulla Terra.  A sostenerne la presenza sul nostro pianeta è uno scienziato di fama mondiale. Si tratta di microrganismi extraterrestri fossili individuati all’interno di un meteorite scoperto in Sri Lanka. E costitiscono la prova che nel cosmo, attorno a noi, esistono altre forme di vita.

LA PROVA DI VITA ALIENA SCOPERTA NEL METEORITE DELLO SRI LANKA

A fare l’annuncio é stato uno dei più importanti ricercatori al mondo in materia di astrobiologia , ovvero Chandra Wickramasinghe, in un articolo appena pubblicato sul Giornale di Cosmologia e dal titolo:”Diatomee fossili in un nuovo meteorite carbonaceo”. Il noto professore dirige il centro di Astrobiologia dell’Università di Buckingham in Gran Bretagna. Continua a leggere

Il pianeta-nano Eris ci potrebbe aiutare finalmente a spiegare la materia oscura

Dragan Hajdukovic, un fisico montenegrino che collabora con il CERN, da qualche tempo propone una teoria potenzialmente in grado di spiegare l’universo senza ricorrere a materia ed energia oscure. Ora sembrerebbe aver trovato anche dove metterla alla prova: nella periferia del Sistema solare.

Rappresentazione artistica del pianeta nano Eris e della sua luna Disnomia, con il Sole in lontananza. Crediti: Thierry Lombry/NASA

Rappresentazione artistica del pianeta nano Eris e della sua luna Disnomia, con il Sole in lontananza. Crediti: Thierry Lombry / APOD NASA

E se per illuminare quell’inquietante 96 percento d’universo oscuro che tanto imbarazza gli astrofisici fossero sufficienti un piccolo pianetino, Eris, e la sua minuscola luna Disnomia? L’ipotesi, pubblicata online suAstrophysics and Space Science nel novembre scorso, è di quelle da prendere con guanti e molle insieme. Ma è talmente affascinante che vale la pena ripercorrerne le tappe. A partire dal vuoto. Continua a leggere

Rivoluzionaria teoria sulla materia oscura

L’universo abbonda di materia oscura. Nessuno sa in che cosa consiste.I fisici  dell’università di Oslo hanno  lanciato una spiegazione matematica molto difficile  che potrebbe risolvere il mistero una volta per tutte.

Rivoluzionaria teoria della materia oscura

L’immagine mostra tutti i raggi gamma registrati dalla sonda spaziale Fermi-LAT come una mappa di tutto l’universo. La banda rossa attraverso il centro dell’immagine è la radiazione dalla nostra galassia. Il centro della galassia è quasi al centro dell’immagine. “E ‘qui che un piccolo avanzo di raggi gamma si è visto che non si può immediatamente spiegare dalla radiazione che ci si aspetta dalla materia ordinaria. Le osservazioni possono montare i nostri modelli di materia oscura. Tale eccedenza di raggi gamma non è visibile ad occhio, ma può essere trovata da una analisi in termini di tempo dei dati, “dice Are Raklev, che ci ricorda che l’analisi è ancora un po ‘incerta.

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Ascoltiamo il BIG BANG: la voce dell’Universo nei suoi primi 760.000 anni di vita

13,7 miliardi di anni fa,con il Big Bang, nacque l’Universoche si sviluppò poi secondo la sequenza temporale indicata nell’immagine che potete osservare qui sotto, tra poche righe sulla destra. Cosa ci fosse prima nessuno lo sa  esattamente. Fatto sta che a un certo punto qualcosa di apocalittico accadde:  ci fu un’immensa esplosione che sviluppò un enorme calore ed una temperatura di miliardi di gradi (tanto per farsi un’idea, la temperatura superficiale del sole è di “appena” 6.000°C). Continua a leggere