
Pronto, qui pianeta Terra. Gli alieni sono in casa? Invece di attendere passivamente che gli extraterrestri vengano a trovarci, se mai esistano, un nuovo progetto chiamato Lone Signal suggerisce di inviare nello spazio dei messaggi, in attesa che qualcuno li riceva.
Una sorta di programma Seti. Lo scopo? Far sapere ad un ipotetico qualcuno che ci siamo. Il 17 giugno sarà effettuato il primo tentativo in assoluto di invio dei messaggi. È possibile inviare i propri messaggi, registrandosi al sito dell’iniziativa e seguendo poi il percorso compiuto dal messaggio, e condividendolo con gli amici sui social network. Continua a leggere
Gli alieni ci osservano da vicino, sebbene stando ai risultati fin qui raccolti siano poco propensi a entrare in contatto diretto con gli umani. Ma nel caso cambiassero idea e volessero approfondire la conoscenza, siamo sicuri di mettere in campo la mossa giusta per dare il benvenuto al vicino venuto da lontano?
Nel vasto panorama ufologico capita di imbattersi in testimonianze che, di primo acchito, non possono non essere ascoltate con sospetto a causa della loro intrinseca deflagrante portata. Tuttavia, cosa pensare quando queste testimonianze trovano una precisa collocazione all’interno di un quadro di eventi di contorno la cui verità è acclarata?
L’esercito americano ha speso cifre incalcolabili per sviluppare armamenti di guerra: armi laser, motori nucleari, aerei ipersonici, macchine talmente incredibili da sembrare fantascienza. Per questo, quando si parla di eventi apparentemente impossibili, avvenuti in basi militari, ci si assicura che non sia vero?




