Archivi categoria: Storia e archeologia

TAVOLETTE CUNEIFORMI – Ricreata un’antica canzone mesopotamica +Video

TAVOLETTE CUNEIFORMI - Ricreata un'antica canzone mesopotamica +Video

GLI STUDIOSI DELL’UNIVERSITA’ DELLA CALIFORNIA HANNO RICREATO LA CANZONE PIU’ ANTICA DEL MONDO COMPOSTA 3400 ANNI FA. Il progetto è stato realizzato dopo la decifrazione e lo studio di una serie di antichi testi cuneiformi. La musica riprodotta, ci trasporta in atmosfere antiche e suggestive, mettendoci in contatto diretto con i nostri antenati mesopotamici. Che suono avevano le canzoni dei popoli della Mesopotamia? Grazie al lavoro di un gruppo di studiosi dell’Università della California, Berkeley, sarà possibile rispondere a questa domanda. La decifrazione e lo studio di alcune tavolette cuneiformi risalenti al 1400 a.C. ha permesso di riportare in vita gli antichi suoni che animavano il gusto musicale dei popoli mesopotamici. Il risultato è stata la creazione di un brano musicale rimasto inascoltato per migliaia di anni. Continua a leggere

Scoperte le prime caverne dipinte fuori dall’Europa

Sono rappresentazioni rupestri di animali, nonché gli stencil di mani più antichi mai ritorvati. Lo studio su Nature

Stencil primitivi
Lo stencil di una mano (Credits: Kinez Riza)

Raffinati esempi di arte rupestre, dipinti, disegni, incisioni e un gran numero di figurine scolpite: sono la ricchissima raccolta di sofisticate opere d’arte che hanno fatto la loro comparsa in Europa tra 40mila e 35mila anni fa, e che hanno per molto tempo lasciato gli archeologi perplessi. Come mai? A causa dell’assenza di testimonianze artistiche simili in qualsiasi altra parte del pianeta, specialmente lungo i percorsi migratori nel sud dell’Asia e nell’estremo Oriente e in Australia, dove gli Homo sapiens si erano stabiliti già a partire da 50mila anni fa. Ma era solo questione di tempo perché queste primordiali opere d’artevenissero scoperte anche altrove. Continua a leggere

Non giudicare un libro dalla copertina, sopratutto se è di pelle umana

Non giudicare un libro dalla copertina, sopratutto se è di pelle umana

I Libri con la rilegatura in pelle umana non sono per niente un’invenzione tratta dai film horror, ma un vero e proprio artefatto. Recentemente nella biblioteca di Houghton dell’Università di Harvard è stato scoperto un libro con rilegatura in pelle umana. Le ricerche hanno confermato che un volume delle poesie del poeta francese Arsène Houssaye “Dei destini dell’anima” è stato effettivamente rivestito di un materiale inusuale da brivido.

 

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Albenga: il giallo della strega bambina negli scavi di San Calocero

Un metro e quarantotto centimetri, 13 anni al massimo e incute molta paura. Colpevole di crimini orrendi o solamente terribile superstizione? E’ trovata sepolta a faccia in giù, come si faceva un tempo con i morti che si volevano umiliare. Non ha ancora un nome, ma sembra sia di sesso femminile, lo scheletro venuto alla luce negli scavi dell’area archeologica di San Calocero, ad Albenga, ma una cosa è certa: si tratta di una presenza inquietante, per il tipo di trattamento che le è stato riservato e per la posizione in cui è stata ritrovata. Con la faccia rivolta verso terra, come chiaro segno di disprezzo, ma, allo stesso tempo, in prossimità della facciata della chiesa, luogo ambito di sepoltura. Un rebus che gli archeologi stanno studiando proprio in queste ore, per capire chi fosse, cosa avesse fatto e perché.

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L’origine degli Assi: una suggestiva ipotesi sull’origine dei semi delle carte da gioco numerali

Di Andrea Vitali

William Henry Wilkinson in The Chinese origin of playing cards (1) ritenne che le carte cinesi, apparse poco dopo l’invenzione della stampa intorno al X secolo, fossero in realtà vero e proprio denaro, utilizzate sia come strumento di gioco sia quale posta scommessa. Negli anni ‘30 del ventesimo secolo Stewart Culin, direttore del Museo di Brooklin, pubblicò uno studio in cui evidenziava come che le carte fossero presenti in Cina in epoca antecedente al 1100 d.C., sostenendo che quelle europee derivavano graficamente dalla carta moneta in uso al tempo della dinastia Tang (608-908 d.C), sulla quale era consuetudine imprimere le effigi degli imperatori e di altri personaggi di rango. Continua a leggere

La “Nazca del Kazakistan”: scoperti più di 50 geoglifi in Asia centrale, compresa una svastica!

Più di 50 geoglifi di varie forme e dimensioni, tra cui una svastica enorme, sono stati scoperti in tutto il Kazakistan settentrionale, in Asia centrale. La presenza di tutte queste strutture, per lo più tumuli di terra, creano un paesaggio artistico molto simile a quello visto sull’altipiano di Nazca, in Perù.

svastica-Kazakistan

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Il Diluvio Universale nella Bibbia deriva da leggende sumeriche più antiche? Pare proprio di sì.

Di Pierluigi Montalbano

George Smith, un profano nel campo dell’archeologia, incisore di banconote, nato il 26 marzo 1840 a Chelsea presso Londra, era un autodidatta che si dedicava allo studio delle prime pubblicazioni di assi­riologia. A 26 anni scrisse un paio di lavori su caratteri cuneiformi di ancor dubbia interpreta­zione, che attirarono l’attenzione del mondo specializ­zato. Due anni piú tardi era assistente della sezio­ne egizio-assira del British Museum di Londra. E quan­do morì a 36 anni, nel 1876, aveva già pubblicato una dozzina di opere e il suo nome era lega­to a notevoli scoperte. Questo ex incisore di banconote era curvo nel 1872 sulle tavole che Hormuzd Rassam aveva mandato al Museo, e cercava di decifrarle. Continua a leggere

Nell’antico Egitto i parrucchieri introdussero la moda delle extension

Di Grazia Terenzi

Più di 3000 anni fa, in un’antica città egiziana allora in costruzione, venne sepolta una donna con un’acconciatura particolarmente elaborata. Non venne mummificata, ma semplicemente avvolta in una stuoia.
Quando gli archeologi hanno ritrovato i resti di questa donna, sono stati sorpresi dalla sua complessa pettinatura, formata da circa 70 extensions fissate a diverse altezze della testa. I ricercatori non conoscono ancora il nome della donna, né la sua età o professione. Si tratta di una delle tante persone sepolte ad Amarna e la cui acconciatura è rimasta, nei millenni, intatta. Continua a leggere

straordinaria scoperta, il paesaggio della Gioconda esiste realmente

La scienza al servizio dell’arte, Piero della Francesca e Leonardo da Vinci, grande matematico il primo, scienziato il secondo, grandi pittori e artisti entrambi. Due pionieri dell’arte intesa come tecnica e studio approfondito dei paesaggi, dell’essere umano, precursori di tecniche e tecnologie che hanno spianato la strada a molte scoperte moderne. Olivia Nesci, geomorfologa e Rosetta Borchia pittrice e fotografa di paesaggi, ne hanno ripercorso le orme e dopo quattro anni di meticolose e metodiche ricerche, le due donne possono oggi svelare una scoperta grandiosa: il paesaggio dipinto da Leonardo, quello della Gioconda, è realmente esistito. La vista dall’alto di circa 1000 kmq estesi tra i territori delle Marche della Toscana e della Romagna, l’antico Ducato di Urbino e il Montefeltro. E ancora la Valmarecchia (Emilia Romagna), il massiccio del Monte Carpegna, fino a Senigallia.

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I Sardi nella guerra di Troia?

Di Carlo D’adamo

Perché un libro intitolato “I Sardi nella guerra di Troia?”
La storiografia greca ha elaborato nel ciclo dell’epopea troiana il processo di crisi del sistema miceneo, mentre la storiografia egizia ha narrato parte dello stesso processo sotto il tema dell’invasione degli “Abitanti delle Isole del Grande Verde” che ordivano una “congiura” contro l’Egitto assalendo le sue coste e tentando un’invasione.
La sostanziale autoreferenzialità delle due tradizioni storiografiche impedì a Platone, al quale la tradizione egizia era giunta di seconda o di terza mano, di riconoscere nel racconto di Crizia (che egli riporta nel Timeo) gli stessi avvenimenti che i greci avevano già elaborato nei miti di Teseo e del ritorno degli Eraclidi e nella grande epopea della guerra di Troia.
Ma se noi ci misuriamo direttamente con Medinet Habu ed evitiamo il bypass “sacerdoti egiziani-Solone-Crizia-Platone” per accedere direttamente alle fonti che parlano degli Abitanti delle Isole del Grande Verde, dei Srdn, dei Skls, dei Trs, dei Lkk e dei Dnwn, ci rendiamo conto del fatto che avvenimenti riferibili allo stesso processo storico vengono narrati da due prospettive estremamente diverse: quella dei faraoni, da una parte, e quella dell’aristocrazia greca, dall’altra. Continua a leggere