Archivi categoria: Storia e archeologia

Il Malocchio e i rimedi tradizionali per curarlo.

Il Malocchio e i rimedi tradizionali per curarlo.
di Fabrizio e Giovanna


Questo articolo, scritto dagli amici Fabrizio e Giovanna (redattori del Mulino del Tempo) è il più letto nel blog“Il Mulino del Tempo” e ritengo sia interessante proporlo nel quotidiano on line per richiamare l’attenzione dei lettori sulle pratiche legate a ideologie ancora in uso presso le nostre comunità, e diffuso a carattere internazionale con altre denominazioni. 

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UNA NUOVA SCOPERTA ARCHEOLOGICA RIVELA CHE ROMA È PIÙ ANTICA DI ALMENO DUE SECOLI

Alcuni scavi eseguiti nel Lapis Niger, un santuario di pietra nera nel Foro Romano, hanno portato alla luce manufatti di ceramica, cereali e un muro realizzato con la pietra calcarea di tufo. L’esame del materiale ceramico recuperato ha permesso di datare la struttura muraria tra il 9° secolo e l’inizio dell’8° secolo a.C. I nuovi dati anticipano di almeno due secoli la data tradizionale della fondazione di Roma.

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Archeologia: Ostia Antica, sensazionale la città segreta è più grande di Pompei – il VIDEO 

 “Habemus urbem”. Torri, magazzini, nuove mura di cinta e tracciati stradali finora sconosciuti. Ostia Antica “diventa una vera e propria città” e rivela tutta la sua grandezza, come nessuno l’aveva mai immaginata fino a oggi. Per la prima volta, la sua pianta integrale scavalca le sponde del Tevere e arriva fino a Isola Sacra, nella zona settentrionale del fiume. Una scoperta archeologica “eccezionale” partita nel 2007, a pochi chilometri dall’aeroporto internazionale Leonardo Da Vinci, quando una squadra di archeologi italiani e inglesi ha intrapreso indagini geofisiche nell’area che si estende fra gli antichi scali marittimi di Portus e di Ostia. Un impegno che ha visto lavorare insieme Angelo Pellegrino e Paola Germoni della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma e i professori Simon Keay della University of Southampton-British school at Roma e Martin Millett della University of Cambridge che hanno diretto archeologi e geofisici nell’ambito del Portus project.   Continua a leggere

Il Santo Graal è in Spagna: lo dicono due storici

Una folla così non l’avevano mai vista, nel museo che ospita il tesoro della basilica di San Isidoro a Leòn, nel nord della Spagna, uno dei più maestosi esempi di architettura romanica dell’intera Europa. Ad attirare tanti fedeli e curiosi, una coppa molto speciale, visto che si tratterebbe addirittura di quella usata da Gesù Cristo durante l’Ultima Cena. Insomma, il Santo Graal. Quello vero.

IL CALICE CONSERVATO A LEON: È IL SANTO GRAAL?

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NEL MEDIOEVO USAVANO GATTI ED UCCELLI COME “BOMBE INCENDIARIE”

Recentemente, una serie di manoscritti del XVI secolo ha sollevato un polverone su internet per delle immagini molto particolari: dei gatti equipaggiati con zaini in fiamme, mentre attaccano castelli e villaggi.

Ma le illustrazioni sono autentiche. Mostrano come gatti e uccelli potrebbero in teoria essere utilizzati per dare fuoco a una città assediata, spiega Mitch Fraas, studioso dell’Università della Pennsylvania la quale ha digitalizzato il manoscritto l’anno scorso.

Fraas dice che i disegni provengono dai manuali di artiglieria e sono accompagnati da note che spiegano come usare gli animali come bombe incendiarie.

Illustrazione da un manuale di artiglieria del 1584, custodito all'Università della Pennsylvania (Matt Rourke, AP)

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«Il ‘papiro della moglie di Gesù’ è autentico»

Lo dice la studiosa di Harvard che sta analizzando il reperto dal tre anni 
di 
www.giornalettismo.com 
 

«Il 'papiro della moglie di Gesù' è autentico»Come in un romanzo di Dan Brown si torna a parlare dell’ormai famoso «papiro della moglie di Gesù» un antico papiro che un collezionista tedesco avrebbe inviato nel 2011 a una professoressa di Harvard, Karen L. King, chiedendole di tradurne una parte in cui si leggerebbe la frase «Gesù disse, ‘Mia moglie’», una frase che riaprirebbe il dibattito sul celibato di Cristo. Un anno e mezzo fa gli esperti, annunciando al mondo l’esistenza dell’antico papiro, avevano affermato che il reperto non sarebbe stato da considerarsi una prova attendibile, mentre il Vaticano aveva liquidato la faccenda parlando di un falso. Ma oggi arriva un nuovo studio che potrebbe completamente ribaltare lo scenario.

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L’ENIGMA IRRISOLTO DEGLI “IDOLI OCULARI” DELLA MESOPOTAMIA

Nonostante risalgano a più di 5 mila anni fa, gli Idoli Oculari della Mesopotamia hanno un design straordinariamente moderno: semplice e astratto. Le enigmatiche figurine, che rappresentano figure antropomorfiche con un corpo trapezoidale e grandi occhi, sono ancora fonte di interessanti questioni non ancora chiarite, a partire da chi le ha prodotte e chi o cosa rappresentano.

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Archeologia. L’alimentazione dal Neolitico alle prime età dei metalli

Nella ricerca archeologica, l’indagine sull’alimentazione antica comporta un’analisi di tutti i resti di cultura materiale. Percorrendo un viaggio attraverso gli antichi sapori si può ricostruire anche l’evoluzione delle tecnologie impiegate nella realizzazione dei manufatti. L’uomo preistorico si nutriva di alimenti crudi che si procurava con la caccia, la pesca e con la raccolta di frutta e verdura che cresceva allo stato selvatico.
Con la cottura dei cibi i popoli hanno diversificato le abitudini alimentari attuando la prima rivoluzione alimentare. Continua a leggere

“La Canzone che apre le porte dell’Inferno” è stata suonata per la prima volta dopo 500 anni

Si tratta di un brano musicale raffigurato sui glutei di un uomo sottoposto a tortura, comparso in un dipinto olandese di Hieronymus Bosch dal titolo “Il Giardino delle Delizie”. A 500 anni dalla sua creazione, una studentessa dell’Oklahoma Christian University ha suonato per la prima volta la melodia che secondo la leggenda sarebbe destinata ad aprire le porte dell’inferno!

Trittico del Giardino delle delizie

La vera storia di Cappuccetto Rosso

Uno studio ha ricostruito l’origine di una delle fiabe popolari più note in tutto il mondo.

La vera storia di Cappuccetto Rosso.

È una delle prime fiabe tra quelle che ci vengono raccontate durante l’infanzia: la storia di Cappuccetto Rosso serve come monito sulle conseguenze che possono derivare dal disobbedire agli ordini della mamma, dal deviare dalla strada indicata dagli adulti e dal fidarsi del primo sconosciuto di passaggio. Perché, anche se il racconto si conclude con un lieto fine obbligatorio, ciascun bambino deve sapere che la realtà può essere piena di minacce da non sottovalutare e che di “lupi cattivi” se ne possono incontrare tanti e sotto le spoglie più innocue ed accattivanti. Data la semplicità della storia, si intuisce facilmente come di Cappuccetto Rosso esistano infinite versioni, tutte con variazioni attribuibili al differente contesto culturale ma ciascuna sviluppata attorno ad un nucleo di significato immutabile: così, ad esempio, essendosi la fiaba spinta fino all’estremo oriente, in Giappone, Corea e Cina, lì il pericolo è costituito, naturalmente, da un animale ben più diffuso, ossia la tigre. Continua a leggere

Le carte nautiche medioevali copiate da originali sconosciuti?

Precise, fin troppo, per le conoscenze dell’epoca. E per giunta comparse praticamente all’improvviso, senza traccia di modelli precedenti. Le cosiddette carte portolaniche- ovvero le carte nautiche in uso dal Medioevo- hanno sempre stupito gli esperti. Ora, un giovane neolaureato ne mette in dubbio l’origine.

UNA CARTA PORTOLANICA DEL 1466

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Atlantide, aveva ragione Platone?

Già nell’antichità classica, specialmente negli scritti di Platone Timeo e Crizia, si favoleggiava d’una grande isola Atlantide, più grande dell’Asia e della Libia prese insieme, situata innanzi alle colonne d’Ercole. Era abitata da un popolo forte e guerriero, che una volta si mosse per invadere l’Europa e l’Asia, ma era stato ricacciato dai Greci comandati dagli Ateniesi, finché, poi, si inabissò nel mare con tutta l’isola.
Il nome di Atlantide è stato poi adottato dai geologi per indicare un ipotetico continente, che avrebbe occupato fino da tempi geologicamente remotissimi l’Atlantico settentrionale, e del quale la Groenlandia, le Azzorre e forse le Canarie sarebbero gli ultimi territori visibili oggi.  Continua a leggere