Archivi categoria: Spazio

Nuovo record di paracadutismo spaziale:Alan Eustace strappa il titolo a Felix Baumgartner

Sembra impossibile, eppure è così: il fantastico e spettacolare lancio da 39.000 metri di quota dell’austriaco Felix Baumgartner è stato battuto da Alan Eustace, 57 annivice presidente senior di Google.

Il nuovo record di paracadutismo spaziale è stato segnato venerdì 24 ottobre senza troppa pubblicità.

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Mette paura la più grande macchia solare degli ultimi 25 anni. Allerta in vigore per la terra

Articolo pubblicato da www.meteogiuliacci.it

cLa regione attiva ora copre 2750/1000000 del disco solare, una superficie equivalente a alla superficie di 33 pianeti Terra. E ‘così grande che chi osserva il cielo può vederla ad occhio nudo, specie quando il sole è oscurato  da nubi basse o, come nel caso della foto, in occasione di nebbia fitta: Barry Freas ha scattato la foto in  il 26 ottobre da Red Hill, nel Kentucky.  Continua a leggere

sei immagini mozzafiato dall’album fotografico di chandra

L’archivio di questo importante osservatorio spaziale lanciato nel 1999 è stato riaperto di nuovo. Queste sono solo sei delle centinaia di immagini create dai ricercatori unendo i dati ai raggi X di Chandra con quelli in luce visibile e agli infrarossi di altri telescopi.Di Eleonora Ferroni

Chandra è uno dei tre grandi telescopi orbitanti della NASA ancora attivi, con Hubble e Spitzer. Lanciato nel 1999, Chandra ha permesso ai ricercatori di tutto il mondo di effettuare scoperte incredibili ai raggi X e di portare a casa immagini inedite e impossibili da ottenere con altri strumenti. Come ogni anno, il team di Chandra scava negli archivi e condivide con esperti e amatori alcune delle immagini più belle mai realizzate.

B1509 visto agli infrarossi e ai raggi X. Si tratta di un'immagine composita rilasciata nel 2009. Credit: X-ray: NASA/CXC/SAO; Infared: NASA/JPL-Caltech.
B1509 visto agli infrarossi e ai raggi X. Si tratta di un’immagine composita rilasciata nel 2009. Credit: X-ray: NASA/CXC/SAO; Infared: NASA/JPL-Caltech.

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Domenica una cometa sfiorerà Marte

Domenica lo storico incontro del Pianeta rosso con la cometa Siding Spring. Tutte le sonde intorno a Marte pronte a non perdersi l’evento e a schivare possibili detriti.

Detail-mars comet

Arriva dalla nube di Oort, non è mai passata dalle nostre parti (il Sistema solare interno) e domenica farà il suo debutto durante uno storico flyby sul Pianeta rosso. Stiamo parlando della cometa C/2013 A1 (o anche nota come Siding Spring) che nel fine settimana (domenica alle nostre 20:27) passerà a distanza ravvicinata di Marte, raggiungendo nel punto di massima vicinanza i 140mila chilometri circa dalla superficie (a una velocità di 56 km al secondo). Ovvero meno della metà della distanza che separa la Luna dalla Terra e meno di un decimo della distanza mai raggiunta dal flyby di una cometa di cui si abbia notizia sul nostro pianeta. Continua a leggere

NASA:l’eclissi di Luna vista da Mercurio

NASA MESSENGER eclissi totale di LunaLe eclissi affascinano l’uomo fin dalla notte dei tempi e ormai siamo abituati ad osservare questo spettacolo della natura non solo dalla Terra ma anche dallo spazio. Celebri sono quelle di Sole osservate dalla sonda della NASA SDO, o da Proba-2 dell’ESA, o da Hinode della JAXA e quelle extraterrestri viste dalla superficie di Marte, quando le due lune Phobos e Deimos transitano davanti al Sole. Continua a leggere

‘Luna di sangue’ e Selenelion: in arrivo la rara eclissi lunare

eclissi di lunaLo scorso 15 aprile ha avuto inizio una fase conosciuta come “Tetrade di Sangue”.
Si tratta di una un ciclo di 4 eclissi totali, senza alcun intervallo di eclissi parziali o penombrali, dove il nostro satellite assume una tonalità ramata a causa della rifrazione della luce.
La seconda “Luna di Sangue”, o Blood Moon, è imminente e arriverà mercoledì 8 ottobre.
La Tetrade completerà il ciclo nel 2015, con le eclissi del 4 aprile e del 28 Settembre prossimi.
In Italia sarà visibile solo una delle quattro “Lune di Sangue”, la quarta ed ultima.
A rendere ancora più mistico l’evento, l’8 ottobre si assisterà al fenomeno noto come Selenelion.

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Strane molecole nello Spazio

Grazie alle indagini spettrali effettuate in Cile, è stata scoperta una molecola ramificata, che fa ben sperare sull’esistenza di amminoacidi spaziali

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Siamo abituati a pensare agli osservatori astronomici come cacciatori di grandi oggetti dispersi nello Spazio: galassie, nebulose, pianeti, stelle. A volte però quello che rimandano sulla Terra è anche qualcosa di infinitamente piccolo, come l’immaginedi una molecola. In questo caso: una molecola organica ramificata. Un composto insomma complesso, tra i più grandi mai avvistati nel mezzo interstellare e che farebbe ben sperare circa l’esistenza anche di amminoacidici (i mattoni delle proteine, molecole con catene ramificate) nelle regioni di formazione stellare. Una buona notizia, se vogliamo, dal momento che, spiegano gli esperti, comprendere l’evoluzione delle molecole organiche è fondamentale per capire come si passa da composti semplici a quelli alla base della vita (proprio gli amminoacidi, per esempio). Continua a leggere

Il cielo di ottobre: la sorprendente Fomalhaut

La luminosa stella della costellazione del Pesce Australe, ben visibile nelle sere di ottobre, si sta rivelando un oggetto celeste assai ricco di sorprese per gli astronomi. I consigli per osservarla insieme alle costellazioni, ai pianeti e ai principali fenomeni celesti di questo mese.Di Marco Galiani

La stella Fomalhaut ripresa dal telescopio spaziale Hubble. Crediti: NASA, ESA, and the Digitized Sky Survey 2 -Davide De Martin (ESA/Hubble)
La stella Fomalhaut ripresa dal telescopio spaziale Hubble. Crediti: NASA, ESA, and the Digitized Sky Survey 2 -Davide De Martin (ESA/Hubble)

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La NASA a convegno: “Prepariamoci alla scoperta degli Alieni”

Ci sono nella Storia (quella con la S maiuscola) dei momenti di passaggio fondamentali, delle fasi che segnano la svolta, delle epoche che cambiano il futuro dell’Umanità. Talvolta chi li vive si rende conto di essere all’inizio di una nuova era. Probabilmente è quello che sta accadendo alla nostra generazione, sul punto di scoprire- al di là di ogni ragionevole dubbio- l’esistenza di altre forme di vita nella galassia attorno a noi.

LA NASA SI PREPARA ALLA SCOPERTA DI VITA ALIENA
LA NASA SI PREPARA ALLA SCOPERTA DI VITA ALIENA

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C’è acqua su quell’esopianeta

Gli scienziati hanno individuato il più piccolo Pianeta esterno al Sistema Solare con tracce di vapore acqueo nell’atmosfera.

C'è acqua su quell'esopianeta.
in foto: Rappresentazione artistica del profilo di HAT-P-11b (Image credit: NASA/JPL-Caltech)

Grazie ai dati raccolti dai telescopi spaziali Hubble, Spitzer e Kepler gli scienziati hanno osservato cieli limpidi e vapori d’acqua nell’atmosfera di un Pianeta collocato al di fuori del Sistema Solare. Il nuovo oggetto scoperto, che per il momento si chiama semplicemente con la sigla HAT-P-11b, ha dimensioni più o meno simili a quelle di Nettuno: questo ne fa il più piccolo esopianeta sul quale sia stata individuata acqua allo stato gassoso.

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Non esistono i buchi neri secondo una nuova ricerca

buracos negros nao existem

I misteriosi buchi neri sono gli oggetti più scuri e densi nell’universo, neanche la luce riesce e sfugire .

Molto è stato teorizzato su di loro, ma una recente ricerca può portare tutto questo campo di studio sottosopra: durante l’unione di due teorie apparentemente contrastanti, Laura Mersini-Houghton, professore di fisica presso l’Università del North Carolina a Chapel Hill (USA), ha detto che è matematicamente dimostrato che i  buchi neri non esistono.

“Sono ancora sotto shock“, ha detto Mersini-Houghton. Stiamo studiando questo problema [di fondere due diverse teorie] da oltre 50 anni e questa soluzione ci molto da pensare.

I due casi citati dalla Mersini-Houghton è la teoria della gravità e della meccanica quantistica. Continua a leggere

L’acqua nel sistema solare?È più antica del Sole

Datata per la prima volta l’origine del ghiaccio presente nel Sistema solare: risale in buona parte a un’epoca precedente alla formazione della nostra stella. Brucato (INAF): «Si conferma così che le condizioni iniziali per la vita possono essere presenti anche in altri sistemi planetari». Di Marco Malaspina

Il viaggio attraverso il tempo del ghiaccio d’acqua, a partire dalla nube molecolare (in alto a sinistra), precedente alla formazione del Sole, giù attraverso tutte le fasi formazione stellare, fino a diventare parte d'un sistema planetario. Crediti: Bill Saxton, NSF / AUI / NRAO
Il viaggio attraverso il tempo del ghiaccio d’acqua, a partire dalla nube molecolare (in alto a sinistra), precedente alla formazione del Sole, giù attraverso tutte le fasi di formazione stellare, fino a diventare parte del sistema planetario. Crediti: Bill Saxton, NSF / AUI / NRAO

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