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Occorre percorrere 6.8 km per bruciare le calorie di una Coca Cola, parola di scienziato.

coca-colaLa notizia di oggi dovrebbe convincervi a smettere di bere Coca Cola. Secondo uno studio condotto dalla Scuola di Sanità Johns Hopkins di Baltimora, i cui risultati sono stati pubblicati sul giornale American Journal of Public Health,, è necessario eseguire 6.8 km per bruciare le calorie presenti in una normale Coca-Cola. Gli scienziati stimano che l’indicazione delle calorie sulle etichette di cibi o bevande sono inutili. Continua a leggere

Dopo questo articolo guarderai la banana con tutti altri occhi… Scopri perché

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La ricerca ha dimostrato che, l’ assunzione di due banane forniscono abbastanza energia per un faticoso allenamento di 90 minuti. Nessuna meraviglia che la banana è la numero uno della frutta per gli atleti più importanti del mondo. Ma l’energia non è l’unico modo in cui una banana può aiutare a mantenere in forma. Può anche aiutare a superare o prevenire un numero considerevole di malattie e condizioni, che la rende un must da aggiungere alla nostra dieta quotidiana. Continua a leggere

Noci: Elogio dalla Scienza per proprietà e benefici

 

 

La noce è un frutto di cui si hanno testimonianze antiche: pare che provenga dall’Asia e sia stata introdotta in Italia dai greci. La noce, oltre a contenere fosforo, calcio, ferro e potassio, è il frutto più ricco di zinco e rame, elementi che solitamente attingiamo dalla carne, motivo per cui le noci sono particolarmente indicate in una dieta vegetariana.

Sono un frutto oleoso e di conseguenza ricco di sostanze nutrienti: il loro potere calorico è molto alto, si pensi che ogni 100 grammi di noci fornisce 580 kilocalorie circa. Tra le vitamine sono presenti la A, B1, B6, F, C e P. Continua a leggere

LA MENTA – Una pianta dai 1000 benefici

LA MENTA - Una pianta dai 1000 benefici

PER DIMAGRIRE BASTA IL MENTOLO, o meglio, la sensazione di freddo provocata dal principio attivo contenuto nell’olio essenziale di menta: sembra proprio che l’azione rinfrescate sia in grado di bruciare i grassi in eccesso, ma come? La facoltà di Medicina dell’Università di Padova, coordinata da Marco Rossato della Clinica Medica 3, ha svolto una ricerca che è stata recentemente pubblicata sulla rivista inglese “Molecular and Cellular Endocrinology” che dimostra proprio le proprietà benefiche del mentolo. Continua a leggere

La meraviglia dei Germogli per il nostro corpo

 

I germogli hanno il 1400% in più di vitamine rispetto alla pianta adulta, i carboidrati sono già presenti in zuccheri semplici e le proteine già scisse in amminoacidi essenziali. Sono ricchi di enzimi, sali minerali e hanno un contenuto energetico elevatissimo e immediatamente assimilabile. “Se un giorno deciderai di scoprire la forza della vita che è in te, non dovrai fare altro che fermarti a guardare un seme mentre germoglia”

Quando il seme di una pianta trova le condizioni di umidità e le termperature adeguate per attivarsi viene prodotto il germoglio. Il processo di attivazione e di produzione del germoglio viene detto germinazione.

Non è difficile raccontare l’origine dei germogli. I benefici medici e nutritivi sono documentati da secoli tanto nella letteratura orientale che in quella occidentale.
Più difficile, è capire perché un alimento, conosciuto fin dai tempi antichi per le sue incredibili proprietà, non sia mai stato introdotto stabilmente nelle abitudini alimentari occidentali.

Storia

Testi medici cinesi del 5000 a. C. descrivono i germogli come essenziali nella dieta alimentare per le loro proprietà antinfiammatorie e rafforzanti per l’organismo e come rimedio contro carenze vitaminiche. Nei lunghi e freddi periodi invernali i cinesi e varie popolazioni asiatiche usavano i germogli come fonte vitale di enzimi, vitamine e proteine.Già nel “Pen Tsao” o “Grande Erbario della Medicina Cinese“, circa 2700 anni a.C., il germoglio crudo di soia veniva raccomandato per edemi, dolori alle ginocchia, crampi, disturbi digestivi, polmoni “deboli”, macchie sulla pelle e malattie del cuoio capelluto.

Sembra anche che i focosi cavalli di Attila ed i veloci destrieri arabi venissero nutriti con semi di frumento germogliato, prima delle occasioni importanti.

Nell’800 e nel 900, sono soprattutto i racconti dei missionari ad informarci sull’uso dei germogli presso le popolazioni della Cina e dell’India. Una popolazione della zona settentrionale dell’India, gli huntza, citati da Plutarco e scoperti dall’esploratore inglese Robert McCorrison nella prima metà del Novecento, sono conosciuti per la loro alimentazione a base esclusiva di germogli e per il loro incredibile vigore fisico e longevità. Anche oggi i germogli sono ingredienti fondamentali della cucina orientale.

Ai tempi dell’antica Roma i soldati romani avevano bisogno di cibo energetico e poco ingombrante. Portavano delle sacche di stoffa intorno alla vita piene di semi di ogni specie.
I semi, al contatto con i corpi caldi e umidi, diventavano germogli. Quando era possibile i germogli erano utilizzati per pane e focacce o mangiati semplicemente da soli. Piccoli semi nutrivano intere legioni.

Durante le lunghe traversate dei XVIII secolo l’esploratore inglese James Cook verificò le incredibili proprietà terapeutiche dei germogli contro lo scorbuto, la malattia dovuta a mancanza di vitamina C nell’organismo, che colpiva gli equipaggi impegnati in lunghissime traversate. Prima del succo di limone, Cook impose alla Marina inglese dell’epoca una bevanda ottenuta dalla bollitura di germogli di fagioli, facili da germogliare e conservare per lunghi periodi.

Anche l’esercito inglese, impegnato in Medio Oriente durante la prima guerra mondiale, ricorse a questo semplice alimento per combattere l’insorgere dello scorbuto. La scoperta del limone come alimento capace di soddisfare il fabbisogno quotidiano di questa vitamina fece rapidamente dimenticare le miracolose proprietà dei semi germogliati.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, studiosi e nutrizionisti americani considerarono i germogli come alimento ricco di proteine e sostituivo di carne, latte e derivati nel caso la guerra avesse causato difficoltà nel normale approvvigionamento di questi prodotti come stava verificandosi in Europa. La temuta carestia non si verificò e, ancora una volta, i germogli furono dimenticati.

Oggi negli Stati Uniti, ma anche in Europa, sono sempre più numerosi gli appassionati che hanno inserito i germogli nella loro normale alimentazione. Vasta è la letteratura inglese disponibile in materia, molte le organizzazioni d’oltreoceano che sono nate per informare sui benefici di questo alimento ad altissimo tenore nutritivo.

 

 

Il processo di germogliazione e l’importanza nutrizionale

Nessun altro genere alimentare può garantire un così alto apporto di vitamine, sali minerali, proteine, con un impiego minimo di tempo, energia e risorse.
All’inizio del nuovo millennio, i germogli non possono costituire l’unico alimento nella dieta di persone impegnate in vite dinamiche e stressanti. E’ importante considerare gli enormi benefici che questo singolare alimento è in grado di regalare al nostro organismo.

Il miracolo si ripete uguale ogni volta che le giuste condizioni si presentano:

Il seme viene in contatto con l’acqua, la assorbe e, con l’aiuto di ossigeno, calore e luce, inizia il processo di germinazione.

Ciò che sembra così semplice e naturale, è, in realtà, il risultato di complesse e molteplici reazioni chimiche. Ma procediamo per ordine. Una volta staccatosi dalla pianta madre, il seme rimane in uno stato di apparente inattività che può durare anche moltissimo tempo. Il seme è il depositario delle informazioni genetiche e delle sostanze nutritive che gli permetteranno, momento opportuno, di generare una nuova pianta, embrionale prima, adulta poi. La sua funzione primaria è, pertanto, quella di salvaguardare tale potenzialità fino a quando le corrette condizioni ambientali non gli permetteranno di manifestarsi come pianta.Infatti, i semi, se conservati nelle giuste condizioni, vivono molto a lungo. Molte delle scoperte archeologiche in Egitto, ad esempio, hanno portato alla luce tesori faraonici e beni che i defunti portavano con sé nel regno dei morti. Tra questi sono stati trovati semi conservati perfettamente dall’ambiente secco e buio delle Piramidi, ancora vitali, nonostante fossero vecchi di almeno due millenni.

Il processo con il quale il seme riprende la sua attività è detto germinazione. In questa prima fase il seme sviluppa una minuscola piantina, detta germoglio, del tutto dipendente dalle riserve alimentari contenute nel seme, e condizioni essenziali per la germinazione sono fondamentalmente due: la vitalità del seme, che deve risultare vivo e germinabile, e la presenza delle corrette condizioni ambientali, ovvero, disponibilità di acqua, temperatura adatta, luce e presenza di ossigeno.

La vitalità del seme, normalmente indicata come percentuale di germinabilità, dipende da alcuni fattori, in particolare dalle caratteristiche intrinseche della specie. Infatti, esistono vegetali in grado di produrre semi la cui vitalità resta inalterata per molti anni, mentre per altri essa decade naturalmente dopo appena poche stagioni.
Altri fattori fondamentali per il mantenimento della vitalità del seme nel tempo sono poi le condizioni ambientali in cui è avvenuta la produzione del seme sulla pianta e quelle in cui il seme è stato conservato. Un seme vitale è comunque sempre un seme fisicamente integro, il cui aspetto esteriore appare normale sia nel colore sia nella forma.

Il primo fattore essenziale per la germinazione, l’acqua svolge il ruolo di vero e proprio interruttore, poiché è solo dal momento in cui essa viene assorbita dal seme che sono attivati i principi presenti nel seme in riposo. Il seme comincia a gonfiarsi e ad aumentare visibilmente il suo volume. In questa fase si attivano gli enzimi, elementi energetici grazie ai quali hanno inizio le trasformazioni chimiche che precedono e favoriscono lo sviluppo del germoglio. Le sostanze di riserva presenti nel seme vengono così utilizzate per generare i nuovi tessuti che andranno a costituire il germoglio vero e proprio.

La seconda condizione determinante è la temperatura. Le reazioni chimiche che avvengono in fase di germinazione necessitano di un certo grado di temperatura perché possano correttamente prodursi.
Ogni specie ha, in questo senso, una gamma di temperature entro cui è possibile la germinazione: una temperatura minima, una massima e una definita ottimale. Al crescere della temperatura si accelerano tutti i processi di germinazione, fino al punto in cui l’eccesso di temperatura può danneggiare il seme o impedirne del tutto la germinazione.
In linea generale, la maggior parte dei semi che a noi interessano ha una temperatura ottimale di germinazione che va dai 20°C ai 28°C.

Terza condizione, è la presenza di ossigeno. Il seme deve poter respirare per attivare l’insieme di attività chimiche legate alla germinazione. I processi chimici sono favoriti dagli enzimi e si traducono in attività metaboliche.
La germinazione, infatti, produce una fase di predigestione dei principi nutritivi contenuti nei semi e rende, pertanto, i germogli facilissimi da digerire.

 

Quarto e ultimo elemento è la luce, che permette la fotosintesi e regala ai germogli un ricchissimo contenuto di clorofilla. La luce è solo in certi casi un altro fattore essenziale per la germinazione; essa diverrà fondamentale nel momento in cui il germoglio dovrà iniziare i processi di fotosintesi tramite la produzione di clorofilla.

Durante il processo di germinazione il seme produce enzimi, sostanze vive e attive fondamentali nei processi digestivi e metabolici. Gli enzimi sono responsabili della trasformazione chimica degli elementi contenuti nel seme: gli amidi vengono trasformati in zuccheri semplici, le proteine in aminoacidi, le vitamine e i sali minerali moltiplicano enormemente il loro valore.

Questi enzimi donano ai germogli un’energia biologica viva, che può regalare all’organismo che li consuma una benefica rigenerazione cellulare.

 

 

Le proprietà  dei Germogli

Come è stato detto sopra gli enzimi innescano delle trasformazioni chimiche che scindono tutte le sostanze in elementi semplici e ricchissimi di nutrienti facilmente assimilabili dall’organismo, infatti:

carboidrati, presenti soprattutto sotto forma di amidi nei semi, per l’accrescimento dei germogli vengono trasformati in zuccheri semplici assimilabili molto velocemente dal corpo umano. La presenza di questi zuccheri spiega il perché del sapore spesso dolce dei germogli.

 

Anche le proteine subiscono una demolizione grazie agli enzimi attivati durante la germinazione; le proteine si scindono nei loro componenti di base, gli aminoacidi essenziali anch’essi per il nostro organismo.

grassi subiscono la stessa sorte delle proteine e sono scissi nei loro componenti di base: acidi grassi e glicerolo.

sali minerali e gli oligoelementi divengono più facilmente assimilabili in quanto vengono chelati (combinati) con gli amminoacidi.La quantità di proteine e quindi di amminoacidi aumenta notevolmentegli acidi nucleici che contengono il patrimonio genetico di ogni essere vivente aumentano sensibilmente; questo spiega perché i germogli hanno capacità riparative e ristrutturanti.

Molte varietà di germogli contengono sostanze anticancerogene che agiscono selettivamente sulle cellule cancerogene (risultato da studi ed esperimenti di laboratorio negli USA).

Se il seme germogliato non viene seminato in terra e non trova ulteriore sostegno alla crescita della futura pianta si blocca allo stadio di germoglio: un concentrato di principi nutritivi attivi.Il seme in fase di germinazione è, infatti, nel momento di massima energia che significa il massimo del suo apporto nutritivo. Vediamolo in dettaglio:

Proteine vegetali. I germogli sono ricchissimi di proteine vegetali. Esse sono presenti nella forma dei loro costituenti base: gli aminoacidi. Otto di essi, definiti come essenziali, non possono essere sintetizzati dal corpo umano, pertanto devono essere costantemente introdotti nell’organismo con la dieta alimentare. Specie come la leguminosa erba medica sono in grado di fornire allo stadio di germoglio tutti gli otto aminoacidi essenziali unitamente a molti altri ancora.
Le proteine vegetali sono di altissima qualità, a differenza delle proteine animali che vengono introdotte nell’organismo insieme a un elevato contenuto di grassi, soprattutto grassi saturi, responsabili della formazione di colesterolo. Con i germogli le proteine sono introdotte nel nostro organismo già trasformate in aminoacidi e complete di dosi di vitamine indispensabili al loro assorbimento. Sono quindi più digeribili ed essenziali per il processo di rinnovamento delle cellule, per la digestione e l’assimilazione dei cibi, per la coagulazione del sangue e il corretto funzionamento del fegato.

Vitamine. Le vitamine garantiscono le fondamentali reazioni chimiche che sono alla base delle diverse funzioni dell’organismo e favoriscono l’assorbimento dei principi nutritivi da parte delle cellule.
Gli integratori vitaminici che sono disponibili in commercio, hanno la stessa combinazione chimica dei germogli, ma non contengono la componente enzimatica biodinamica, che questi prodotti naturali invece forniscono. Gli integratori chimici sono spesso prodotti dalla sintesi di idrocarburi derivati del petrolio e il loro consumo prolungato può avere dannosi effetti collaterali.
I germogli sono una vera e propria fonte naturale di vitamine che si presentano in quantità molte volte superiore a quella della pianta adulta. Il tipo di vitamine varia a seconda della specie di semi considerata.

Sali minerali e oligoelementi. I germogli, al pari delle alghe marine, sono un’ottima fonte di sali minerali. Questi sono alla base della corretta attività metabolica. Infatti, garantiscono la formazione e il giusto funzionamento degli enzimi essenziali al metabolismo.

Clorofilla. La clorofilla è la sostanza propria esclusivamente del mondo vegetale, in grado di trasformare l’energia luminosa in energia chimica. Viene prodotta nei germogli nel momento in cui essi sono esposti indirettamente alla luce solare. La fotosintesi fornisce l’energia necessaria alle piante che viene poi assimilata nei tessuti sotto forma di carboidrati (zuccheri semplici) e principi nutritivi che sono alla base della nostra esistenza.
La clorofilla prodotta ha una struttura chimica molto simile all’emoglobina (la molecola deputata a trasportare l’ossigeno nel sangue): la clorofilla ha un nucleo centrale costruito intorno a uno ione di magnesio, mentre la molecola dell’emoglobina si costruisce intorno allo ione ferro.Studi più che comprovati sostengono che la clorofilla introdotta nel nostro organismo viene assimilata sotto forma di particelle grasse dal sistema linfatico direttamente nel sangue. Quando la clorofilla viene assimilata dall’organismo, il suo ione magnesio viene sostituito dallo ione ferro contribuendo alla rigenerazione e all’ossigenazione del sangue.La clorofilla facilita l’assorbimento della vitamina A, stimola la circolazione sanguigna e la formazione di globuli rossi, favorisce le funzioni digestive.

Enzimi. Enzimi e acqua sono gli elementi che attivano il processo di germinazione e la trasformazione dei principi nutritivi in elementi più semplici e quindi più facilmente utilizzabili dall’organismo. Se non forniti dall’esterno, gli enzimi debbono comunque essere sintetizzati dal nostro organismo con notevole dispendio di energia. Poiché gli enzimi sono presenti in così elevata quantità al loro interno, i germogli sono una delle maggiori fonti alimentari di queste preziose sostanze.
La salute dipende dalla quantità e qualità degli enzimi presenti nel nostro organismo. Se non si ha un costante rifornimento dall’esterno tramite l’alimentazione, l’organismo deve utilizzare enzimi interni per permettere la conversione del cibo in elementi semplici da digerire. Maggiore è il consumo delle riserve di enzimi interni e più veloce è l’invecchiamento, poiché meno enzimi interni possono essere utilizzati per le varie funzioni legate al metabolismo.
Al pari delle vitamine, gli enzimi sono sostanze sensibili al calore, pertanto, nel momento in cui un alimento subisce il processo di cottura, esse vengono denaturate, ovvero perdono le proprie caratteristiche fondamentali. Da qui l’importanza del germoglio, inteso come alimento vivo.
Gli enzimi naturali dei germogli, come tutta la frutta e le verdure consumate crude, sono dunque un concentrato di vita e una fondamentale fonte di energia attiva.

 

 

Vitamine nei Germogli

Le vitamine, durante il processo di germinazione, aumentano fino al 100% rispetto al seme, e fino al 1400% rispetto alla pianta adulta.A differenza dei normali ortaggi, che diminuiscono il loro contenuto nutritivo a partire dal momento in cui vengono raccolti, i germogli lo mantengono intatto fino al momento del loro effettivo consumo.

Vitamina C. E’ importante per la salute della pelle, denti e gengive. Aiuta la corretta crescita e lo sviluppo dell’organismo, impedisce il processo di ossidazione di altre vitamine controllando la formazione di radicali liberi che favoriscono il processo d’invecchiamento delle cellule. Ha inoltre un’azione generale “anti-stress”e di potenziamento delle difese naturali dell’organismo.
Germogli: alfa-alfa, lenticchie, cavoli, radicchio, crescione, fagiolo mungo, azuki, ceci, ravanello, rucola.

Vitamina A (caroteni). Le azioni biologiche fondamentali che spettano alla vitamina A nell’organismo riguardano la funzione protettiva dei tessuti epiteliali, in particolare di quelli dell’apparato digerente. Una sua carenza si riflette, infatti, in una diminuzione delle capacità di assorbimento dei nutrimenti, con conseguenze negative sulla crescita e lo sviluppo dell’organismo.
E’ fondamentale, inoltre, per la salute degli occhi e del sistema riproduttivo ed ha azione antiossidante. E’ fornita dai germogli sotto forma di Carotene (provitamina A) che si trasforma poi, nell’organismo, in vitamina A. Se di natura vegetale e assimilata in grosse quantità, non provoca intossicazioni; l’integratore chimico o la vitamina A, contenuta negli oli di pesce, olio di fegato e altri di natura animale, con l’uso prolungato può diventare tossico per l’intestino.
Germogli: alfa-alfa, trifoglio, sesamo, crescione, radicchio, piselli, broccoli, cavoli, girasole.

Vitamine del complesso B. Proteggono pelle e mucose. Aiutano l’organismo nel processo di digestione dei carboidrati e nell’utilizzo del loro apporto energetico, rafforzano il sistema immunitario. Sono fondamentali per la salute del sistema nervoso.
Germogli: girasole, grano saraceno e sesamo (complesso B), alfa-alfa (B1,B2), mandorle (B1, B2), grano (B1, B2, B12), segale (B1, B2).

Vitamina D. Riveste un ruolo fondamentale nell’alimentazione, particolarmente dei giovani, in quanto regola i fenomeni di calcificazione del tessuto osseo in accrescimento. Per questo motivo favorisce un’equilibrata crescita e sviluppo dell’organismo. Protegge ossa e denti.
Germogli: crescione, alfa-alfa, fieno greco, piselli, girasole.

Vitamina E. Antiossidante, rafforza le funzioni cardiache e il sistema riproduttivo. Presente soprattutto nel germoglio di grano.
Germogli: grano, orzo, avena, segale, alfa-alfa, sesamo, girasole, zucca, mandorle e fieno greco.

Vitamina K. E’ strettamente legata ai processi di coagulazione del sangue: la sua presenza è quindi fondamentale per prevenire emorragie.
Germogli: alfa-alfa.

Vitamina U. Previene ulcere dello stomaco e dell’intestino.
Germogli: cavoli.

 

 

Sali minerali nei Germogli

Calcio. Rafforza l’ossatura dello scheletro e dei denti. Aiuta la fissazione nell’organismo delle vitamine C, D.
Germogli: sesamo, mandorle, girasole, alfa-alfa, ceci, trifoglio, grano saraceno.

Potassio. Regola l’equilibrio del peso corporeo, migliora la salute della pelle e mantiene il giusto livello alcalino nel sangue.
Germogli: mandorle, sesamo, girasole, fagiolo mungo, piselli, grano saraceno, cavoli, broccoli, finocchio, fieno greco, lenticchie.

Ferro. Combatte l’anemia, favorendo la formazione dei globuli rossi e l’ossigenazione delle cellule.
Germogli: alfa-alfa,fieno greco, lenticchie, azuki, fagiolo mungo, girasole.

Fosforo. Agisce sulla formazione del tessuto osseo e sanguigno. Aiuta la sintesi della vitamina D.
Germogli: Lenticchie, piselli verdi, radicchio, alfa-alfa, girasole, fieno greco, grano saraceno.

Zolfo. E’ componente fondamentale degli aminoacidi solforati e delle vitamine B1 e H. Nei germogli si presenta anche come elemento costituente i glucosinolati, la cui alta concentrazione conferisce ai germogli di brassicacee le spiccate proprietà che-mioprotettrici.
Germogli: cavoli, broccoli, senape, fieno greco.

Magnesio. Mantiene l’equilibrio del sistema nervoso. Antiossidante.
Germogli: alfa-alfa, piselli, radicchio, girasole, trifoglio, fieno greco.

Rame. Antibatterico, permette il fissaggio del ferro.
Germogli: fagiolo mungo, girasole.

Zinco. Fondamentale per la sintesi delle vitamine, il corretto funzionamento del fegato e la coagulazione del sangue.
Germogli: zucca, alfa-alfa.

Selenio. Svolge un’azione chemioprotettrice sulle cellule.
Germogli: alfa-alfa.

Dioni aka Riccardo Lautizi

Fonte:http://www.dionidream.com/la-meraviglia-dei-germogli-per-il-nostro-corpo/

 

 

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