Le impronte di un branco di Stegotetrabelodon di sette milioni di anni fa rivelano il sorprendente comportamento di quegli antichi elefanti estinti.

Impronte antiche Illustrazione per gentile concessione Mauricio Antón
Un maschio di Stegotetrabelodon si allontana dal branco in un’illustrazione basata sulle impronte lasciate da un branco di questi animali ormai estinti sette milioni di anni fa.
Stegotretabelodon era un genere di elefanti delle dimensioni simili a quelle degli attuali elefanti africani, ma i maschi avevano due paia di zanne.
Le testimonianze fossili mostrano che un tempo questi animali erano diffusi nella Penisola Arabica e in particolare negli attuali Emirati Arabi Uniti, dove dono state rinvenute le impronte, dice il coautore dello studio Brian Kraatz, della Western University of Health Sciences di Pomona, California.
Dopo aver scoperto le impronte e stesa una relazione preliminare, gli studiosi le hanno fotografate dall’alto con una fotocamera attaccata a un aquilone; il fotomosaico che ne è risultato ha evidenziato che si trattava di un gruppo di elefanti in marcia.

Ieri e oggi Immagine per gentile concessione Bibi et al
Un’immagine ravvicinata del fotomosaico mostra la sezione principale della pista, che ha fornito agli studiosi dettagli sorprendenti sul comportamento di questi animali, dice Kraatz.
Ad esempio, le tracce sono state lasciate da elefanti di varie dimensioni, come rivelano le diverse lunghezze dei passi.
La pista principale è stata formata dal calpestio di 13 animali di età diverse, dicono i ricercatori, da cui a un certo punto di dipartono le impronte di un singolo individuo più grande, probabilmente un maschio di Stegotetrabelodon. Ciò fa pensare che questi elefanti preistorici viaggiassero in branchi di femmine e piccoli, e che i maschi si spostassero da soli. Uno scenario molto simile a quello osservabile negli elefanti odierni, in cui le femmine adulte guidano il branco mentre i maschi vivono soli e vi fanno ritorno soltanto per accoppiarsi.

Grandi pulizie Fotografia per gentile concessione Mark Beech
Il coautore della ricerca Faysal Bibi spazzola via la sabbia dalle impronte, lasciate su una superficie di carbonato che il vento ha ripulito nel corso dei millenni, rendendole facilmente visibili dall’alto, dice Kraatz.
Benché oggi questa zona del Deserto Arabico sia perlopiù costituita da dune di sabbia, un tempo era attraversata da vari corsi d’acqua che sostenevano un’ampia varietà di animali, i quali iniziarono a morire quando l’area si inaridì, sei milioni di anni fa.

In marcia Fotografia di Michael Poliza, National Geographic
Un branco di elefanti africani in marcia nel Damaraland, in Namibia. Anche il branco di Stegotretabelodon, come quelli degli elefanti odierni, era composto da animali di varie età, tra cui un piccolo.
Per Kraatz e colleghi non è stata una sorpresa scoprire che quegli antichi animali si muovevano in branchi, ma la scoperta fornisce comunque la miglior testimonianza mai rinvenuta sul comportamento degli elefanti preistorici.

Via dal branco Illustrazione per gentile concessione Mauricio Antón
La ricostruzione mostra un maschio di Stegotetrabelodon mentre si allontana dal branco. La pista del maschio, lunga 260 metri, suggerisce che gli elefanti preistorici si separavano in base al genere, proprio come i loro omologhi odierni.
A differenza dei fossili, che offrono informazioni sulla struttura fisica degli animali, le impronte “fissano nel tempo un aspetto del modo in cui vivevano”, dice Kraatz.

Elefanti nel tempo Fotografia per gentile concessione Faysal Bibi
La ricerca, dice Kraatz, ha fornito nuove informazioni su un tipo di animale molto amato.
“Siamo molto affezionati agli elefanti”, dice lo studioso, “ed è fantastico riuscire a ricostruirne il comportamento dopo milioni di anni”.
di Christine Dell’Amore
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